Corea del Nord: Trump si incontrerà con Kim Jong-un

Il presidente Usa, Donald Trump, ha ricevuto un messaggio da Kim Jong-un che lo invita a un incontro faccia a faccia. Il leader nord coreano avrebbe invitato il presidente americano a discutere di denuclearizzazione della penisola coreana. L’invito sarebbe contenuto in una lettera del leader del regime nord coreano affidata a una delegazione della Corea del Sud, ricevuta oggi alla Casa Bianca. Della delegazione fanno parte il consigliere alla Sicurezza Nazionale di Seul, Chung Eui-yong, e a Chung e Suh Hoon, il capo dell’agenzia di spionaggio sud coreana, che hanno ricevuto la lettera durante la loro visita a Pyongyang i primi giorni di questa settimana.

Il leader nord coreano si sarebbe impegnato a sospendere i test nucleari e missilistici. Dalla White House filtra l’intenzione di Trump di accettare l’incontro entro maggio. La conferma poi è arriva in conferenza stampa dalla delegazione di Seul che ha consegnato la lettera: il presidente Usa si è detto pronto ad incontrare il leader della Corea del Nord.

Sempre oggi sul South China Morning Post un diplomatico sud coreano, rimasto anonimo, aveva detto che Kim Jong-un starebbe valutando l’ipotesi di inviare a Washington la sorella, Kim Yo-jong, per stabilire un primo contatto diretto tra Washington e Pyongyang sulla denuclearizzazione della penisola coreana.

La sorella del dittatore, inviata all’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang, è stata il primo membro della famiglia dei dittatori nord coreani in Corea del Sud dal 1953. A Kim Yo-jong sembra andare il merito dell’inizio del disgelo, almeno olimpico, inter-coreano.

La proposta di inviare la sorella sarebbe tra i messaggi che Kim Jong-un ha fatto avere al consigliere per la Sicurezza Nazionale di Seul, Chung Eui-yong, durante il loro incontro a Pyongyang nei primi giorni di questa settimana. Chung e Suh Hoon, il capo dell’agenzia di spionaggio sud coreana, con lui in Corea del Nord. I due sono partiti per Washington, dopo aver incontrato Kim, per un viaggio di quattro giorni in cui incontreranno le rispettive controparti statunitensi: il consigliere per la Sicurezza Nazionale di Donald Trump, il generale H.R. McMaster, e il direttore della Cia, Mike Pompeo. Lo scopo degli alti funzionari di Seul è di illustrare gli esiti della missione nord coreana da cui è scaturita l’apertura ai colloqui per la denuclearizzazione. Ma ufficialmente non ci sono conferme.

Secondo il senior director della Korea Society, analista della scena coreana, Stephen Noerper, il regime del Nord potrebbe chiedere una sospensione delle esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seul, e offrire in cambio il congelamento dei test nucleari e missilistici di Pyongyang. In partenza dall’aeroporto di Incheon, Chung non ha parlato di questo, ma sottolineato: “La questione più urgente è facilitare i colloqui tra Stati Uniti e Corea del Nord”.

Intanto Mosca giudica il possibile incontro fra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un come “un passo nella giusta direzione” e si augura che il meeting avrà davvero luogo. Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Secondo Lavrov, l’incontro dovrebbe condurre a una “piena soluzione politica” della situazione nella penisola coreana e una sua “denuclearizzazione”.

Parere positivo all’annunciato incontro anche dalla Cina. La questione nucleare della penisola coreana “è sul giusto binario della sua soluzione”, dice il portavoce del ministro degli Esteri cinese Geng Shuang, auspicando che tutti possano mostrare “il coraggio politico per arrivare alla soluzione”, fino in fondo.