De Bertoldi: “DEF privo di una visione prospettica”

Il Senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi è intervenuto in Aula al Senato in sede di discussione generale sul DEF 2018, evidenziando come il documento all’esame del Parlamento “ sia senza padri, visto che è stato scritto dal Governo Gentiloni ed assunto dal Governo Conte, ma pure senza figli perché assolutamente privo di una visione prospettica e di un quadro programmatico”. De Bertoldi ha quindi rilevato come la fotografia della situazione economica e finanziaria dello Stato contenuta nel DEF rappresenti “ il risultato delle politiche difensive e prive di qualunque ambizione di crescita che ha caratterizzato i Governi della Sinistra, e che hanno provocato, peraltro in assenza di concreti investimenti pubblici, un aumento del debito pubblico di 400 miliardi (rispetto al Governo Monti), ed un calo della produzione industriale di venti punti nell’ultimo decennio”.
Il Senatore di Fratelli d’Italia ha quindi constatato come la relazione e risoluzione del Governo sia priva di una coerenza con i programmi proposti, e più in generale con quella voglia di osare che costituisce oggi una necessità per uscire dalla immobilità. De Bertoldi ha chiesto a gran voce “un cambio di passo del Governo soprattutto sui temi della Flat Tax e della Pace Fiscale, che sono attesi dal Paese che produce, oltre ad un concreto impegno per evitare l’aumento dell’iva che produrrebbe un aggravio di circa 317 euro a famiglia, causando recessione e contrazione dei consumi”.
Nel suo animato intervento de Bertoldi ha quindi evidenziato, sulla base dell’analisi prodotta dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti,” come i dati reali sul sommerso, che al Nord sono al 10% del PIL e quindi in linea con i dati europei, non giustificano le politiche fiscali liberticide e voraci che da anni si susseguono nel Paese”, ed ha duramente criticato la criminalizzazione del lavoro autonomo, perpetrata da certa opinione pubblica e dai Governi delle Sinistre, per i quali l’evasione tributaria sarebbe imputabile -de facto- a coloro che intraprendono. I dati medi sull’Irpef versata dimostrano infatti un quadro totalmente diverso parificando le diverse tipologie reddituali, tanto che se l’Irpef media dei dipendenti ed imprenditori individuali è di circa 5000 euro, quella dei liberi professionisti è di oltre 15000 ed addirittura quella riferibile ai redditi di capitale (distribuzione dei dividendi) è di oltre 38000 euro.
In conclusione il Senatore trentino di Fratelli d’Italia ha chiesto “ una maggior gradualità nell’introduzione della fattura elettronica onde non aggravare l’operatività delle PMI, una modifica del sistema dello -split payment- che attualmente penalizza in termini di liquidità le imprese che operano con lo Stato, e quindi ha richiesto un allineamento dei bilanci civile e fiscale delle società per porre fine ad un’inutile doppio binario tutto italiano, che determina solo maggiori oneri per le imprese e contraddittorie risultanze fiscali”