Decreto Dignità, Meloni (FdI): “Chiamatelo Decreto Visibilità. Noi non lo voteremo”

Meloni

In un’intervista a Libero, il Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni afferma che domani sarà in Veneto per parlare anche del Decreto Dignità, tema caldo della discussione politica delle ultime settimane.

Domani saremo a Verona, dalle 15.30, per incontrare le categorie produttive. In quel Veneto che storicamente ha sempre sostenuto il centrodestra e al quale abbiamo promesso risposte sul tema del lavoro, andremo a raccogliere istanze per trasformarle in emendamenti” ha affermato la leader del partito, che passa poi ad attaccare il Decreto Dignità.

Lo chiamano dignità ma io lo chiamo Decreto Visibilità. Di Maio aveva fretta di dare un segnale per far sapere che al Governo c’era anche lui. Ha partorito questa legge con principi di base condivisibili da chiunque, modello ‘vogliamo la pace nel mondo‘, ma codificati in modo ridicolo o addirittura dannoso” sostiene la Meloni, che puntualizza sui tanti divieti che vanno invece a minare quella libera impresa che consente di crescere e produrre.

Oggi nessuno pensa più di mettere il lavoratore contro il datore di lavoro – continua la Meloni – Entrambi sono esposti ai rischi della crisi economica. Il lavoro non si crea per decreto, il precariato non si combatte per editto. Rendendo più gravoso il contratto di lavoro non si otterrà la stabilizzazione dei posti di lavoro, ma ulteriore disoccupazione e lavoro nero. Vent’anni fa spiegavamo queste cose alla Cgil, oggi dobbiamo spiegarle a Di Maio“.

Non risparmia poi una stoccata anche a Salvini: “Dice di aver incontrato solo imprenditori contenti? Buon per lui! Io ne incontro tanti e sono tutti arrabbiati. È proprio sbagliata la mentalità di questa legge, che vede gli imprenditori come nemici, quando invece sono gli unici che possono risolvere il problema del lavoro. Questo è un punto di vista grillinomarxista, non di destra. Spero la Lega non stia subendo l’iniziativa grillina. I nostri elettori volevano vederci uniti per dare discontinuità. Invece vedo continuità con la peggiore sinistra“.

La Meloni poi tocca altri temi caldi come TAVFoa: “Nessuna Nazione decide se fare o non fare un’infrastruttura in base a quanto costa la penale. Gli Stati fanno scelte strategiche e l’Italia ha bisogno di nuove opere, al Nord come al Sud. Spero che Salvini chiuda Askatasuna, non la Tav. Sulla candidatura di Foa, gli argomenti utilizzati dalla sinistra contro di lui convincerebbero chiunque a votarlo. Sentire il PD che denuncia la lottizzazione del servizio pubblico è scandaloso, anche se io stessa ho qualcosa da ridire sulla scelta dei nuovi vertici Rai. Valuteremo in Commissione di Vigilanza“.