Di Maio boccia Romani e apre a un nuovo incontro per la presidenza del Senato

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L’ultimo giorno di strategie prima dell’insediamento del nuovo Parlamento e dell’inizio della XVIII Legislatura vede il colpo di scena di Di Maio che boccia definitivamente Paolo Romani, nome proposto dal centrodestra per la presidenza del Senato. I risvolti ora possono essere molteplici e certamente difficili da correggere in vista dell’elezione ormai prossima.

Sul profilo Facebook del leader del Movimento 5 Stelle si legge: “Nelle ultime ore notiamo che ci sono difficoltà nel percorso che porta all’individuazione dei Presidenti delle Camere. Il Pd si è rifiutato di partecipare al tavolo di concertazione proposto dal centrodestra, e lo stesso centrodestra continua a proporre la candidatura di Romani che per noi è invotabile. Per questa ragione proponiamo un nuovo incontro tra i capigruppo di tutte le forze politiche per ristabilire un dialogo proficuo al fine di un corretto processo per l’individuazione delle figure di garanzia per le presidenze delle Camere“.

Sembra essere dunque a rischio anche il nome di Riccardo Fraccaro, indicato nei giorni scorsi come più che possibile Presidente della Camera dei Deputati. Il rieletto deputato del Movimento, fondatore del Meetup di Trento, potrebbe perdere il consenso raccolto finora qualora si dovessero definire nuovi equilibri dall’incontro invocato da Di Maio.

Ma non solo: ad essere in bilico a questo punto è anche la stessa alleanza che si stava profilando tra i pentastellati e la Lega di Matteo Salvini, che non ha voluto “azzoppare” gli alleati della coalizione di centrodestra chiedendo di sostituire la candidatura di Paolo Romani con una più apprezzata dal Movimento 5 Stelle, individuabile ad esempio in Giulia Bongiorno.

Maggiori novità potranno pervenire soltanto domattina, quando alle 10.30 al Senato e alle 11 alla Camera si inizierà a votare per scegliere i successori di Laura BoldriniPietro Grasso. Dopo molte parole si passerà dunque ai fatti e inizierà a delinearsi la rosa di possibilità per arrivare a un Governo dopo il risultato incerto di questa tornata elettorale.