Di Stefano (CPI): “Quereleremo gli autori della mozione di sgombero”

di stefano casapound

Caos a Roma per quel che riguarda la presunta sede del movimento politico CasaPound Italia – guidato da Simone Di Stefano – sita in Via Napoleone III a Roma.

Una mozione presentata in Consiglio comunale dal Partito Democratico è stata approvata insieme ai voti del Movimento 5 Stelle, mettendo così in condizioni Virginia Raggi, Sindaco di Roma, di chiedere a Matteo Salvini di intervenire con lo sgombero, in qualità di Ministro dell’Interno.

“Non esiste alcuna sede di partito in Via Napoleone III, come certificato dal verbale della Guardia di Finanza. Quereleremo gli autori della mozione” ha dichiarato il Segretario nazionale Di Stefano. “Il Comune non è il proprietario, quindi non ha nessun potere di richiedere indietro lo stabile. Inoltre una delibera di Veltroni obbliga il Comune di Roma a fornire 18 alloggi di edilizia residenziale pubblica alle famiglie occupanti, prima di eseguire lo sgombero“.

A Roma – continua il Segretario nazionale di CasaPound – ci sono decine e decine di palazzi occupati da prima del nostro partito, ma nessuno se ne dispiace essendo occupati principalmente da immigrati o da organizzazioni di estrema sinistra“.

Da 15 anni tutti i sindaci incapaci di amministrare la città cercano di distrarre i romani parlando di CasaPound. Ciò non ha portato molta fortuna ai predecessori della Raggi e speriamo che non ne porti neppure a lei” attacca Di Stefano, ritenendo che il provvedimento sia solo una “polpetta avvelenata” per Salvini, col quale però CasaPound ha sciolto l’alleanza 4 anni fa.

Il primo ad essere querelato sarà il consigliere comunale PD Giovanni Zannola, avendo paventato la possibilità dell’affitto di appartamenti nello stabile di Via Napoleone III” aggiunge una nota di CasaPound. “Avendo probabilmente a che fare con un professionista delle occupazioni condannate per estorsione, come dimostrano le intercettazioni di Mafia Capitale, si tratta di meccanismi più vicini a lui che a noi“. Zannola è infatti accusato di dare informazioni su quali stabili poter occupare.

Non prendiamo lezioni di legalità da Zannola, ex-consigliere di maggioranza dell’ex-Giunta del PD del X Municipio, che ha visto l’arresto e la condanna per mafia dell’ex presidente Tassone” aggiunge CasaPound, che conclude minacciando che le querele potrebbero non limitarsi a Zannola.