Martin Schulz, il kapò che aveva abbandonato il suo ruolo nell’Unione europea per tentare la scalata alla Cancelleria di Berlino alla guida della Spd, incassa una nuova e pesantissima sconfitta. Ancora più grave perché ottenuta nel Nordreno Vestfalia dove i socialisti erano i padroni. Vince Merkel, anzi stravince, recuperando  quasi 20 punti rispetto ai sondaggi di due mesi fa. E nel parlamento regionale entra anche Afd, con un risultato non esaltante, inferiore al 10%. Su queste basi appare sempre più scontata la rielezione di Merkel alle politiche autunnali. E Berlusconi, dopo aver osannato il banchiere Macron, non ha perso tempo per precipitarsi a baciare la pantofola a quella Merkel che, con Sarkozy, lo aveva pesantemente e volgarmente irriso all’epoca del Berlusconi presidente del Consiglio. Un omaggio, quello del leader di Forza Italia, del tutto fuori luogo e accompagnato, per di più, dalle solite errate analisi sulla questione italiana.

Le destre sovranisti italiane, secondo l’imbolsito sultano di Arcore, penalizzano i moderati e impediscono il successo del centro destra. Peccato che i “sovranisti ” abbiano, insieme, molti più elettori dei moderati. Dunque è Forza Italia a frenare l’area. E la moderazione predicata da Berlusconi è quella che ha portato il ceto medio italiano, quello a cui si rivolge il messaggio moderato di Berlu, al progressivo impoverimento, alla precarietà, alla mancanza di speranze. Perché mai non dovrebbe arrabbiarsi, il ceto medio? Perché dovrebbe essere moderato? Solo per consentire la rielezione delle preferite del sultano di Arcore? Un po’ poco per vincere.

Augusto Grandi