EATALY, BOLOGNA E LE COOP DEL CIBO

E’ partita la più grande abbuffata ai tempi di Matteo Renzi. Una tavola da 40 milioni di euro, giusto per cominciare.

Stiamo parlando di Eataly una catena alimentare di punti vendita di medie e grandi dimensioni specializzati nella vendita e nella somministrazione di generi alimentari italiani di qualità. Fondata da Oscar Farinetti, che tra le altre cose, era già stato il fondatore di UniEuro, Eataly rientra nel filone culturale delle radici enogastronomie italiane, e punterebbe a rilanciare il marchio “made in Italy” non solo in Italia, ma nel mondo.

La società è controllata oltre che dal suo fondatore,Oscar Farinetti , per il restante 40% da alcune cooperative del sistema Coop, altra grande azienda del settore alimentare.

La formula della valorizzazione del Made in Italy alimentare piace in Italia e all’estero. Lo dimostra il record toccato dalle esportazioni agroalimentari nel 2013 in una fase di crisi profonda e i numerosi punti vendita presenti  in gran parte d’Italia, con sedi a Roma, Bari, Firenze, Milano, oltre che all’estero, precisamente a Los Angeles, Toronto, Londra, Istanbul, San Paolo, New York, Chicago, Tokyo.

L’ultima idea di Farinetti è un Expo permanente delle eccellenze alimentari, che ha trovato naturale approdo a Bologna nell’ex mercato ortofrutticolo della città (Caab) dove a partire dal novembre 2015 nascerà Fi.Co. Eataly World, la Fabbrica Italiana Contadina: sarà la Disneyland del cibo, dove accanto ai ristoranti e ai negozi verranno ricostruite le principali filiali produttive, un parco tematico che si snoderà su 80 metri quadrati tra campi, orti e stalle. Il progetto, nato dalla collaborazione con il Comune di Bologna che controlla per l’80% il Caab, in pochi mesi ha raccolto l’adesione di una ventina di investitori privati (tra cui lo stesso Farinetti) che hanno versato 40 milioni di euro per fare partire la struttura, oltre ai 55 milioni conferiti dal Comune per l’apporto della struttura immobiliare dell’ex mercato ortofrutticolo, anche in vista dell’Expo 2015, come riportato dal Sole 24 ore.

La grande Abbuffata ai tempi di Matteo Renzi, sembra quindi già avvitata. Una tavola al quale dovrebbero sedersi più di 6 milioni di italiani ogni anno, secondo le previsioni. Intanto le uniche cose da mangiare sono le coop rosse e i costruttori privati, con la benedizione di tutti: amministratori Pd, banche, industriali, commercianti, e istituzioni varie, che su questo progetto stanno costruendo una vera e propria lobby di politica e affari, consensi e finanziamenti. Perché si sa, quando in ballo ci sono bei progetti, la corruzione e la furbizia per approfittare del momento, sono dietro l’angolo. Basti pensare al caso Expo 2015 e alle già numerose inchieste su appalti e tangenti.

Il tutto in poco meno di un anno, architettato in men che non si dica dal renziano Farinetti e dallo stesso primo ministro, che ha saputo tessere le fila di un progetto, nel quale ha saputo coniugare politica e affari.  Forse ” il gelataio” ha deciso di puntare sul made in italy per rilanciare l’economia italiana? Di certo la stessa è in fase di stagnazione e l’ambito progetto, che dovrebbe tramutare in Eataly World, la capitale di tutto quanto tramuta il mangiare in quattrini, affari, cultura, ambizioni, rischia di essere l’ennesimo buco nell’acqua, di una classe dirigente, spesso buona solo a parole più che nei fatti. Sarà la volta buona?

I commensali più pesanti si sono già messi a tavola. Il bando da 40 milioni di euro per la realizzazione è stato vinto dal Ccc, il Consorzio cooperative costruzioni, il braccio (in cemento) armato della Lega coop che a Bologna ha tutte le sue cittadelle di potere sotto l’ombrello assicurativo-bancario dell’Unipol. Annuncio di Ferragosto. Salvagente colossale alla cooperazione da anni colpita dalla crisi delle costruzioni, come riportato da Wall Street Italia

Quindi viva Bologna, viva “Fico“, l’affare che sposa affari e politica e nella quale non manca proprio nessuno in questa grande abbuffata, l’ennesima forse,  di sprechi o solo di mere illusioni. Illusioni niente male per un’idea sponsorizzata dalle coop,in quel  progetto pensato dal duo Segrè-Farinetti.E in cui il Pd e l’amministrazione cittadina si sono accodati.

Adesso a Bologna c’è chi sogna uno sviluppo complessivo della città, assieme ad un rilancio economico e di immagine. E chi teme l’Expo di Milano e il Mose di Venezia?

 

Informazioni su Giuseppe Papalia 161 Articoli
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna dal gennaio 2018, è caposervizio della testata giornalistica Secolo Trentino dal novembre del 2016 e tirocinante presso il quotidiano L'Arena di Verona. E' laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi in sociologia delle comunicazioni di massa, dal titolo: "La comunicazione nell'era dello storytelling management: la narratologia nei media come strumento di controllo di massa". Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Editoria e Giornalismo, con curriculum in Relazioni Pubbliche.

Commenta per primo

Lascia un commento