EUROPA, IDENTITA’ ED ECONOMIA. INTERVISTA A GIANNI ALEMANNO

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Gianni Alemanno , ex Sindaco di Roma e membro della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia Alleanza-Nazionale, ha trascorso il finesettimana in Trentino dove ha tenuto degli incontri con militanti e simpatizzanti di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Si riporta qui sotto una lunga intervista che ha trattato temi quali l’identità, i rapporti con la Lega Nord, le prossime elezioni politiche e l’Europa.

È iniziato un percorso nell’autunno dell’anno scorso con la partecipazione di Prima l’Italia a Fratelli d’Italia, un percorso che ha portato l’ingresso della destra sociale in Fratelli d’Italia e che ha spostato il Partito guidato da Giorgia Meloni su posizioni maggiormente identitarie. Rispetto a un anno fa, a oggi com’è la situazione?

1472023_180629718812031_744084379_nNoi dobbiamo operare su due versanti: il primo è di completare l’unione di destra che non è ancora completata. Noi dobbiamo far in modo che ci sia un altro passaggio, un altro elemento di richiamo che possa portare altre persone di destra al nostro fine. Noi dobbiamo al contempo creare all’interno del centrodestra un polo leninista, detto in maniera semplicista. Noi abbiamo con la Lega dei temi che riguardano la difesa degli interessi nazionali; nonostante le grosse differenze, possiamo rappresentare un punto di riferimento che metta il tema dell’identità e dell’interesse nazionale al centro dell’aggregazione del centrodestra, rispetto al passato i cui temi erano liberali, liberisti e berlusconiani.

È a oggi ancora attuale il pensiero di Pino Rauti?
Alcuni temi di Rauti sono temi che sono già dentro quello che si definisce polo lepenista. Pensiamo ad esempio allo sfondamento a sinistra: Marine Le Pen ha preso molti voti di sinistra proprio su temi quali l’identità e la giustizia sociale. Il tema della comunità e della identità sono temi che provengono dalle idee di Pino Rauti, cioè di una destra sociale e nazionalpopolare che è incentrata sull’idea dell’appartenenza, sull’idea della famiglia e della comunità nazionale. Temi che sono tipicamente legati alla visione sociale e comunitaria della destra, che furono portati avanti all’epoca da Pino Rauti.

Il successo di Salvini può offuscare una nuova destra che non ha, a differenza della Lega Nord, nel suo DNA un concetto quale quello della secessione?
Questo è una contraddizione della Lega e che deve risolvere. Non si può essere contro l’euro, a favore della sovranità nazionale e monetaria dell’Italia in Europa, per essere contro l’immigrazione e per essere a difesa del Made in Italy rispetto alla concorrenza nell’economia globale ma al contempo a cullarsi favore della secessione. La secessione indebolisce l’unità nazionale e indebolisce lo Stato-Nazione, è una contraddizione che loro devono risolvere. È un problema loro ma nulla ci vieta di incontrarci su alcuni temi.

Cosa ne pensa in merito allo scandalo che ha coinvolto Juncker?
In realtà Junker interpreta solo una delle tante contraddizioni europee. Rimarrà Presidente della Commissione non tanto perché sia innocente o colpevole di quello per cui viene accusato, quanto perché tutta l’Europa si basa su dei presupposti tecnocratici e di predominanza della finanza che sostanzialmente vanno a creare i paradisi fiscali e queste contraddizioni.
Da questo punto di vista non so con quale faccia Juncker ci faccia scuola di morale, certo si tratta di fattori che hanno colpito l’economia reale dei Paesi europei a favore di interessi finanziari.

Perché a oggi è importante ribadire il concetto caro alla Destra di Europa dei popoli?
Perché l’Europa, come identità culturale e valoriale, appartiene al nostro DNA, ed è un qualcosa di importante. Francesi, tedeschi e italiani sono tutti legati allo stesso universo culturale. Se da questa base si rovescia totalmente come ha fatto l’Unione Europea, non si difende l’identità culturale dei popoli ma si fa l’esatto opposto. L’Europa dei popoli è l’esatto contrario dell’Europa tecnocratica oggi rappresentata dall’Unione Europea e in particolare dall’euro. Sottolineare l’Europa dei Popoli significa ridare valore alla sovranità e all’identità nazionale, perché l’identità europea è una identità plurale che si basa sui popoli. Criticare questa Europa e mettere fine a un equivoco: loro utilizzano abusivamente il termine di Europa perché questa è l’esatto contrario di quanto mostrato dalla burocrazia di Bruxelles.

Francesco Storace co1T38_storace_alemannondannato per vilipendio. Cosa ne pensa della decisione della magistratura?
È una vergogna in contrasto con la libertà di pensiero. Solo in Italia esiste questo reato, cioè l’idea che non si possa criticare il Capo dello Stato soprattutto quando non si critica la funzione ma si critica la persona. Da questo punto di vista è un reato che andrebbe abolito e il fatto che in tutta la storia repubblicana Storace sia stato il primo a essere punito da questo reato dimostra che questo reato serve per colpire le persone scomode.

Si parla sempre più spesso delle Startup. La Destra dovrebbe proporre una politica economica basata solo su queste o anche sulle grandi imprese?
In un sistema economico equilibrato le due cose sono integrate una con l’altra: non esiste un sistema economico con sole piccole e medie imprese; queste dovrebbero rappresentare il grosso dell’economia nazionale. Ci vuole una difesa dei campioni nazionali, evitare che i grossi nomi vengono comprati dall’estero, vengano de localizzati e chiuse acciaierie come quelle a Terni. Contemporaneamente, attorno a questo sistema bisogna difendere i diritti e la creatività della piccola e media impresa come fatto comunitario. La piccola e media impresa è l’equivalente della famiglia in campo economico, cioè sono comunità che creano, innovano e che danno lavoro; quindi sostanzialmente bisogna tutelarle ed evitare, sopratutto in periodo di crisi economica, lo sterminio di queste realtà.
Bisogna quindi difendere le grandi imprese, i grandi marchi dall’acquisto di capitali esteri; le piccole imprese da quelli che sono i tanti meccanismi burocratici che le fanno soffrire.

Si ritornerà al voto nella prossima primavera? È una possibilità concreta e, se si, come si presenterà la Destra e Gianni Alemanno?
È possibile, c’è il 50% di probabilità che sia così. Noi ci presenteremo per quello che siamo diventati nel frattempo; una realtà che riprende l’identità della destra e la porta verso il partito della Nazione che in francia è rappresentato da Marine Le Pen. Un partito che è capace di rappresentare la sovranità nazionale. Per fare questo Alleanza Nazionale deve continuare l’aggregazione, deve fare una nuova fase di aggregazione a gennaio, portare altre persone che sono di destra nel partito e bisogna fare in modo di creare una forte struttura di partito che a oggi manca.

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