Le fake news sul curriculum di Giuseppe Conte

0
3387
Giuseppe Conte

L’accordo di governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega ha portato a una convergenza per il nome del Presidente del Consiglio, con l’indicazione a Mattarella di incaricare Giuseppe Conte per formare un governo. Il professore di diritto privato presso l’Università di Firenze era precedentemente stato indicato da Luigi Di Maio come possibile Ministro della pubblica amministrazione in caso di vittoria del Movimento.

Una volta acclarato il “candidato premier”, la stampa è subito intervenuta per spulciare il curriculum di Conte, facilmente reperibile sul sito dell’Università di Firenze. Emergono studi in prestigiose università, come Yale, New York, Parigi e Vienna, studi che fanno “insospettire” – per invidia? – parte dei giornalisti italiani che passano dunque al contrattacco.

Si rincorrono nelle prime ore di oggi titoloni sui “titoli inventati” di Giuseppe Conte, riferendosi al fatto che quest’ultimo non avrebbe mai studiato a New York né tantomeno a Vienna. Un’accusa dovuta a un misunderstanding, dal momento che lo stesso Conte nel curriculum ha specificato che le esperienze di Yale, New York, Parigi e Vienna erano un “perfezionamento” dei suoi studi. Mai asserito, dunque, di aver preso lauree in altre università al di fuori della Sapienza di Roma.

Non paghi della gaffe iniziale, ora molti giornalisti che nelle ultime ore avevano premuto il pedale dello scandalo, dovranno tornare sui loro passi: l’agenzia di stampa Adnkronos sembra infatti essere in possesso di uno scambio di mail tra Conte e il professor Geistfeld della NYU. Nelle mail – risalenti al 2014 – si parla di un possibile inserimento di Geistfeld nel comitato della rivista Giustizia civile di cui Conte è direttore, con il possibile premier che richiede un incontro allo studioso per consegnargli una copia della rivista. Alla mail iniziale segue una di risposta dello stesso Geistfeld che gli conferma la possibilità di incontrarsi alla NYU nella “Room 411A“, aumentando così le chance di veridicità degli studi – perlomeno saltuari – di Conte presso l’Ateneo newyorkese.

Sempre del 2014, secondo Adnkronos, sarebbero altre mail inviate da Conte al responsabile del servizi di accesso e utilizzo dei servizi informatici della biblioteca dell’Università di New York. Il professore manifesterebbe la necessità di accedere alla biblioteca oltre alla prenotazione di una postazione per ultimare un suo libro e il responsabile approva immediatamente la richiesta, lasciando intendere un rapporto di lungo corso.

A difesa di Conte è intervenuto anche un docente dell’Università di Oslo, Mads Andenæs, il quale sul suo profilo Twitter ha dichiarato: “Ha elencato i posti in cui ha soggiornato per periodi più o meno lunghi come parte del suo percorso di studi e successivamente come periodi di vacanza. Non è stato uno “studente” né è stato del “personale” dei luoghi elencati, avendo svolto un ruolo di professore a tempo pieno per la maggior parte del tempo. Ha semplicemente fatto quello che un dottorando o professore dovrebbe fare: trascorrere del tempo nelle biblioteche universitarie all’estero, prendendo sul serio l’inglese e il diritto comparato“.

Una difesa inaspettata arriva invece da Gianfranco Rotondi, che approfitta di Twitter per difendere il percorso di studi del professore dell’Ateneo fiorentino.

Non manca, ovviamente, la difesa del Movimento 5 Stelle, che in una nota specifica: “Ora dopo ora le accuse infamanti mosse verso Conte si sciolgono come neve al sole. La campagna diffamatoria è talmente esplicita che riuscirà solo a rafforzarci. Quando siamo arrivati all’accordo con la Lega sapevamo cosa ci aspettava. Chi ci attacca sappia che non molleremo, lo dobbiamo ai 17 milioni di italiani che ci hanno dato il loro voto“.