Fare politica in barca: perché Andrea Mura non ha torto

Nella giornata di ieri, il Movimento 5 Stelle ha espulso Andrea Mura, deputato che aveva vinto il seggio nel Collegio Uninominale di Cagliari, battendo lo sfidante di Forza ItaliaUgo Cappellacci, per 38% a 33% dei voti.

Il deputato, di professione velista, è stato colpito da uno scandalo lanciato proprio dallo sfidante, divenuto anch’esso deputato tramite il collegio plurinominale. Stando a delle dichiarazioni di Cappellacci, infatti, Mura avrebbe collezionato un numero di assenze pari al 96% delle sedute.

Una cifra record e un’accusa dalla quale Mura si è voluto difendere. Sul suo profilo Facebook ha riportato alcuni dati che testimonierebbero una sua percentuale di assenza dalle votazioni pari al 41% e poi, intervistato dal quotidiano locale La Nuova Sardegna, il deputato velista si è così difeso: “L’attività politica non si svolge solo in Parlamento, si può svolgere anche su una barca“. Parole che sono state interpretate, da parte di chi non conosce la storia personale di Mura, come l’ennesimo privilegio dei deputati.

Non sono infatti mancati commenti, sui social quando non in radio o sui giornali, che lasciavano trasparire un’ignoranza di fondo sulla vita di Mura, che invece tanto lustro ha dato all’Italia. Si sfidano infatti molti dei suoi colleghi a vantare due ori europei, dieci campionati italiani e un titolo iridato juniores, tutti con il tricolore fieramente indossato sulle spalle, affiancato dal vessillo sardo, a certificare la sua identità.

Sin dalla campagna elettorale – riferisce Mura – il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani“. E si sarebbe già chiesto molto, a uno che in fin dei conti è uno sportivo, non certo un professore ordinario di diritto. La sua battaglia personale è quella di salvare gli oceani dalla plastica ed è per questo obiettivo che si è candidato e avendo vinto Parlamentarie e competizione elettorale è Onorevole a pieno titolo, anche se alla Camera può andare solo una volta alla settimana per partecipare ai lavori della commissione trasporti.

E anche la presenza settimanale garantita è un’impresa: l’ultimo trionfo di Mura risale alla OSTAR (Transatlantica in solitario) del 28 ottobre 2017. La gara è durata qualcosa come 17 giorni4 ore, tempo nel quale Mura, andando letteralmente “in missione”, ha potuto osservare lo stato dell’Oceano Atlantico, con tutte le problematiche ambientali che esso riserva.

A novembre, l’Onorevole sarà impegnato nella Route de Rhum, una regata dalla Francia ai Caraibi (che tra l’altro è stato Mura il primo italiano a vincerla). L’evento sarà seguito da due milioni e mezzo di spettatori e Mura ha già in mente di esporre dalla propria imbarcazione un cartello con scritto “Salvate gli oceani dalle microplastiche“. Si sfida qualsiasi deputato a fare un intervento che riceva due milioni e mezzo di spettatori, solo restando comodamente seduto tra le poltrone romane.

Ma i quadri del Movimento 5 Stelle non hanno voluto sentire ragioni e hanno proceduto con l’espulsione di Mura dal partito. “Chi non segue le regole va a casa” ha commentato su Facebook il coordinatore regionale in Sardegna del Movimento, Mario Puddu. “Andrea Mura era stato candidato per fare il Parlamentare, a patto di seguire delle regole precise: taglio stipendioimpegno costante. Con altri partiti si possono fare intere carriere senza andare in Parlamento, ma non con noi. Da noi resta chi segue le regole, per gli altri non c’è spazio“.

Il Movimento 5 Stelle sapeva quale sarebbe stato il mio ruolo e mi appoggiava in questa battaglia, ora mi hanno abbandonato in mezzo al mare” ha risposto Mura, usando anche parole poetiche per far comprendere il suo legame viscerale con l’acqua salmastra. “Con la maggioranza schiacciante che ha il Cinque Stelle alla Camera, la mia presenza non sposta alcun equilibrio. Per quanto riguarda il mio stipendio, è probabile che quei soldi finiscano nel fondo microcredito del Movimento 5 Stelle“.

Risulta dunque quantomeno paradossale che un partito con una personalità come Grillo che va dichiarando l’inutilità del Parlamento, cacci l’unico esponente di fama internazionale tra i deputati per assenza, senza contare che invece avrebbe potuto contribuire alla causa molto di più restando in barca che sedendo sul Transatlantico di Montecitorio, dove sarebbe stato schiacciato dalla maggior esperienza dei colleghi. Che almeno il partito rifiuti, eventualmente, i versamenti di Mura al fondo del microcredito, se non vuole cadere nell’ennesimo paradosso ipocrita.

La battaglia di Mura, condivisibile o meno che sia ma sicuramente nobile, merita ben altri palcoscenici. Sarebbe un sogno vederlo combattere per gli Oceani al Parlamento Europeo, portando ancora prestigio a quell’Italia che ogni giorno dimentica gli altri sport che non siano il calcio, quando poi alla fine il calcio non partorisce nemmeno un presidente federale, mentre la vela esprime un deputato.