In queste ultime ore cinque Senatori e due Deputati eletti in Parlamento nelle liste di Mario Monti hanno deciso di aderire al Partito Democratico. La notizia, che è stata posta all’attenzione dell’agenda politica, non deve comunque stupire. Nel 2013, anno in cui venne fondata Scelta Civica, il partito guidato da Mario Monti aveva manifestato sin dalla campagna elettorale di allearsi in futuro con il Partito Democratico che candidava a Premier Pierluigi Bersani. Un’interesse che venne ricambiato anche dall’allora segretario del PD, che affermò la sua intenzione di creare all’indomani delle elezioni politiche un governo assieme a quest’area politica.

Le continue notizie sulla possibilità di creare un governo con esponenti di Scelta Civica portò la coalizione progressista “Italia, bene comune” ad un inevitabile perdita di voti che comportò una situazione di quasi sostanziale parità tra gli sfidanti. I voti di Scelta Civica, in questo clima di incertezza, furono determinanti per sostenere prima il Governo Letta e poi il Governo Renzi.

L’assenza, subito dopo le elezioni, della volontà di creare una seria e valida alternativa politica al centrodestra e una politica accondiscendente nei confronti delle istanze del centrosinistra hanno avuto come ripercussione quella di causarne un lento e inesorabile crollo nei consensi.

Il risultato alle elezioni europee del 2014 ha dato conferma a quanto già si prospettava: Scelta Civica ottenne solamente il 0,7% dei voti. A seguito del risultato si dimise dal partito il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

La storia di Scelta Civica ha interessato anche il Trentino, giacché vi aveva aderito uno dei suoi principali esponenti: Lorenzo Dellai. I montiani in Trentino si identificavano con l’UPT, Partito politico nato dalla non volontà di confluire nel Partito Democratico nel 2008. Erano gli anni della Margherita e l’allora Presidente della Provincia Autonoma di Trento non aveva manifestato interesse nell’entrare a far parte del più importante Partito di centrosinistra. L’UPT, sebbene il suo storico leader Lorenzo Dellai non sia più membro di Scelta Civica da fine 2013, sta anche in Trentino puntando ad unirsi con il Partito Democratico locale, un primo banco di prova avverrà probabilmente in occasione delle elezioni comunali a Trento il prossimo maggio.  Non si può parlare di un fallimento del progetto perché Matteo Renzi sta sempre più cercando di abbracciare saldamente sia il Centro, interessando formazioni politiche quali Scelta Civica, ma anche la Sinistra storica di matrice post-comunista. Del resto i montiani non hanno mai avuto la volontà di autodeterminarsi come forza politica alternativa, scoraggiati dal risultato elettorale del 2013 che portò l’UDC a ottenere un basso numero di voti e a far scomparire Futuro e Libertà per l’Italia.

Matteo Renzi ha accettato con piacere il passaggio di molti esponenti di Scelta Civica all’interno del Partito Democratico; lo stesso Presidente del Consiglio però nel 2010 affermava che  “non si sta in Parlamento con i voti presi da un Partito per andare contro quel Partito“.

Le opposizioni hanno preso comunque di mira quanto successo: Riccardo Fraccaro, Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera del Movimento 5 Stelle, ha affermato che è necessario “contrastare con ogni mezzo i mercanti e i traditori“. Parole dure ma che esprimono una visione di pensiero che punta tutto su qualità quali la coerenza, l’onestà e i principi morali.

Finisce così la parabola politica, durata solamente tre anni, di Mario Monti: l’uomo che è passato da salvatore di un Paese sull’orlo del baratro finanziario per la crisi del debito sovrano a (ex) leader politico abbandonato dal suo stesso Partito.

Michele Soliani

 

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