Flop Primarie: il Partito Democratico perde un milione di voti

Due milioni di votanti alle primarie del Partito Democratico. Un grande risultato? Indubbiamente 2 milioni di persone non sono pochi. Ma il trionfalismo della disinformazione di regime sembra davvero un po’ eccessivo. Nel 2013 i votanti erano stati 3 milioni. Dunque, dopo 3 anni di governo, il Partito Democratico è riuscito a perdere un  terzo dei propri sostenitori. Non male come risultato. Ovviamente gli scissionisti che fanno capo a Bersani e D’Alema non possono illudersi di rappresentare integralmente quel milione di rinunciatari. Poi possono aver influito i ponti o, semplicemente, la disillusione. Neppure le opposizioni, però, possono gioire troppo. Non i 5 stelle che, con i voti online, scelgono i candidati sulla base di pochissimi contatti. E non le destre e centrodestre assortite che evitano accuratamente ogni confronto con la propria base.

Candidati imposti dall’alto, spesso con l’intervento del sultano di Arcore pronto a distruggere ogni alleanza pur di farsi i propri affari. Come sta avvenendo in Sicilia, dove Berlu cerca strade per arrivare agli accordi con il Pd renziano. Per il sultano di Arcore gli elettori sono un fastidio. E allora anche i 2 milioni di votanti alle primarie del Pd rappresentano un segnale da non sottovalutare. Però, a differenza di quello che fanno i disinformatori di regime, andrebbe considerato anche quel milione di disertori delle urne. Porsi qualche domanda sarebbe utile. Anche in previsione di un voto alle politiche che ci sarà comunque. E a breve termine. In autunno o all’ inizio del nuovo anno. Sarebbe il caso di prepararsi. Invece i grillini litigano e le destre non sanno neppure con quante e quali formazioni si presenteranno. Di programma, comunque, neppure un’ombra.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".