Due milioni di votanti alle primarie del Partito Democratico. Un grande risultato? Indubbiamente 2 milioni di persone non sono pochi. Ma il trionfalismo della disinformazione di regime sembra davvero un po’ eccessivo. Nel 2013 i votanti erano stati 3 milioni. Dunque, dopo 3 anni di governo, il Partito Democratico è riuscito a perdere un  terzo dei propri sostenitori. Non male come risultato. Ovviamente gli scissionisti che fanno capo a Bersani e D’Alema non possono illudersi di rappresentare integralmente quel milione di rinunciatari. Poi possono aver influito i ponti o, semplicemente, la disillusione. Neppure le opposizioni, però, possono gioire troppo. Non i 5 stelle che, con i voti online, scelgono i candidati sulla base di pochissimi contatti. E non le destre e centrodestre assortite che evitano accuratamente ogni confronto con la propria base.

Candidati imposti dall’alto, spesso con l’intervento del sultano di Arcore pronto a distruggere ogni alleanza pur di farsi i propri affari. Come sta avvenendo in Sicilia, dove Berlu cerca strade per arrivare agli accordi con il Pd renziano. Per il sultano di Arcore gli elettori sono un fastidio. E allora anche i 2 milioni di votanti alle primarie del Pd rappresentano un segnale da non sottovalutare. Però, a differenza di quello che fanno i disinformatori di regime, andrebbe considerato anche quel milione di disertori delle urne. Porsi qualche domanda sarebbe utile. Anche in previsione di un voto alle politiche che ci sarà comunque. E a breve termine. In autunno o all’ inizio del nuovo anno. Sarebbe il caso di prepararsi. Invece i grillini litigano e le destre non sanno neppure con quante e quali formazioni si presenteranno. Di programma, comunque, neppure un’ombra.

Augusto Grandi