FORZA ITALIA E I SUOI CONFLITTI INTERNI

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Nelle ultime settimane è il caos più totale nel Forza Italia dell’ex-Premier Silvio Berlusconi, il partito di Centro-Destra che per poco più di 20 anni è stato protagonista della scena politica italiana. Ultimamente il pilastro della Destra italiana sembra aver smarrito la propria identità, sembra non poter essere più l’incisivo leader partitico delle vecchie coalizioni che aveva capitanato negli anni precedenti: Polo della Libertà, Casa della Libertà e Popolo della Libertà. Come del resto il suo stesso fondatore, nonché guida indiscussa, Silvio Berlusconi, pare attraversare un periodo di crisi politicamente esistenziale, caratterizzato da profonde contraddizioni.

Partiamo con la figura di Francesca Pascale, la fidanzata del Cavaliere. Il 27 settembre questa si presenta alla grande festa organizzata dal movimento omosessuale LGBT in compagnia dell’ex-esponente di Rifondazione Comunista, Vladimir Luxuria, affermando di sentirsi “parte di questa famiglia”, e che il partito del suo boyfriend si debba “rinnovare”. Aggiunge inoltre di supporre che proprio Berlusconi possa essere a favore dei matrimoni gay, ma non conferma, consigliando di chiedere a lui di persona. Conclude dicendo che le famose battute dell’ex-Premier in materia omofobica siano state solamente scherzi, “per sdrammatizzare”. E certo, ce lo si poteva aspettare, essendo ormai celebre la simpatia “del Silvio”, che scherza, ride e gioca anche in situazioni e luoghi in cui la serietà professionale dovrebbe essere la chiave del successo, senza collidere con battute di spirito, a volte inopportune. In ogni caso quest’avventura della Pascale non è nulla di ufficiale, non essendo lei tra le fila formali politiche forziste, ma essendo solo la “fidanzata di Silvio Berlusconi”. Questa notizia potrebbe riguardare solo su un po’ di gossip, quasi per nulla di politica. Quasi.

La prima vittima è stata qualche  giorno dopo, il 29 settembre, Giacomo Bezzi, esponente di Forza Italia nel Consiglio provinciale di Trento, che da tempo combatteva un’aspra battaglia contro le forze politiche trentine di Sinistra della maggioranza sul tema del nuovo DDL Omofobia, disegno di legge che prevede maggiori diritti sociali e lavorativi ai cittadini delle minoranze di diverso orientamento sessuale (gay, trans, ecc.). Bezzi e gli esponenti di Forza Italia da tempo s’opponevano a questo progetto, ritenendolo inutile, una vera e propria perdita di tempo su problematiche di gran lunga minori rispetto alla disoccupazione generale. Anche Michaela Biancofiore, oltre a Berlusconi, spedisce un SMS al malaugurato Bezzi, scrivendogli di votare a favore del DDL Omofobia. Il Consigliere Provinciale riuscirà poi a imporre la sua linea politica.

Non solo la Pascale al centro dei pensieri di Berlusconi, anche l’ex Presidente di Regione Puglia, Raffaele Fitto. Fitto da tempo propone le primarie interne per il partito e un netto distaccamento dal Patto del Nazareno e dall’alleanza col PD di Matteo Renzi, soprattutto sul Job Act. Sono volati insulti e frecciatine tra i due: Berlusconi e i suoi fedelissimi non hanno alcuna intenzione di indire delle primarie, né tantomeno di recedere dal Patto del Nazareno, che offre una potente voce ai deputati forzisti a Montecitorio. Fitto ha ricordato che le primarie sono essenziali per non allontanarsi troppo dalle richieste dei loro stessi elettori e per dare ad ognuno la possibilità di farsi realmente sentire, mentre il ritiro dal Patto del Nazareno è d’obbligo in quanto con esso i deputati forzisti stanno seguendo una linea politica che, al di fuori di Berlusconi e Renzi, nessuno conosce veramente. Infine Fitto ha ricordato il disonorevole abbandono del loro candidato alla Corte Costituzionale, Antonio Catricalà, dimenticato e lasciato in un angolo settimane fa per far avanzare la loro nuova stella, ossia Donato Bruno. Comunque sia la lite tra Fitto e Berlusconi non ha avuto particolari conseguenze, ed anzi, formalmente sembrano essersi calmate ora le acque. Ma una cosa è certa: qualcosa nella leadership berlusconiana si sta incrinando irrimediabilmente, come già era cominciato nel novembre 2013 con la scissione del gruppo di ex-fedelissimi a Berlusconi guidati da Angelino Alfano, confluiti nel Nuovo Centrodestra (NCD).

Anche il 25 settembre scorso non è stata una giornata positiva per Forza Italia. Renato Brunetta, Capogruppo FI alla Camera dei Deputati, da sempre un fedelissimo del Cavaliere, ha infatti firmato una lettera del MoVimento 5 Stelle (M5S) che denuncia l’incostituzionalità della riforma del Senato da poco approvata. Brunetta infatti afferma che la riforma del Senato è “uno stravolgimento della Costituzione”.

Che il Cavaliere stia seriamente perdendo il controllo delle redini del partito che ha fondato e che per 20 anni ha guidato con fermezza?

Di Giuseppe Comper

 

 

 

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