GASPARRI SOFFRE E SI CONFIDA CON “IL GIORNALE”

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Gasparri non ha accettato la decisione presa dalla larga maggioranza dei presenti, riunitisi all’Hotel Ergife a Roma, di utilizzare il logo di Alleanza Nazionale. Afferma ciò su “Il giornale”, storico quotidiano dell’amico Berluconi, che gli dedica ampio spazio con una lunga intervista. Veniamo quindi a sapere che, ad una domanda in merito all’essere diventati berlusconiani, il vicepresidente giunge ad affermare che “Io mi sento coerente quando si parla di immigrazione, di coppie gay, di famiglia, di bipolarismo, di presidenzialismo. Altri hanno cambiato idea. E questo l’ho pure detto in assemblea”. Peccato che all’interno del suo partito vi siano esponenti quali Galan  che ha espresso, personalmente, il suo consenso alle “adozioni da parte dei genitori omosessuali”. A favore anche Sandro Bondi.

In merito all’immigrazione vi è stato uno strano silenzio, all’interno del PdL, nello scorso ottobre, quando venne tolto il Reato di Clandestinità. Perchè dire ciò? Serve solo per capire cosa è Forza Italia e quali esponenti sono all’interno di un partito che si incentra sostanzialmente solo sulla figura di Silvio Berlusconi e su momentanee prese di posizioni. Nella scorsa primavera, per esempio, Berlusconi diede fiducia, assieme ai suoi, al governo Letta, a differenza di Fratelli d’Italia, ma tale appoggio è durato solo pochi mesi. Stessa cosa già avvenuta durante la passata esperienza che ha visto il PdL favorevole inizialmente al governo Monti.I sondaggi e i procedimenti giudiziari, del resto, vedono più forte Forza Italia all’opposizione, gli stessi dicono anche che un nuovo soggetto a destra potrebbe dare non pochi problemi al Cavaliere e a Maurizio, che, riferendosi a quest’ultimo, avrebbe grossi problemi a giustificare le sue scelte con il suo elettorato.

La sua fedeltà al Cavaliere viene, sempre nella stessa intervista, premiata con una domanda sentimentale:

Il vostro mondo, quello degli ex Msi o ex An è andato in frantumi. Quanto soffre umanamente?

La risposta, al cui interno presente la classica accusa a Fini, dimostra come ancora oggi non si voglia apprezzare lo sforzo svoltosi nella giornata di sabato a Roma:

“Mi dispiace molto. Ma le divisioni erano emerse già da tempo. Nel 2006 e poi, più tardi, nel 2008 e gli anni a seguire. Di chi la colpa? Principalmente di Fini”.

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