GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI: ALLEANZA O SCONTRO?

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Destra Romanocentrica o no? Da molti anni la Destra italiana si pone con una visione organizzativa centralista che parte dalla Capitale; una dimostrazione è data dalla forte presenza di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale nel Lazio – infatti c’è un folto numero di dirigenti nazionali che sono originari proprio di quella Regione.
Certamente il Nord Italia non costituisce, al momento, un forte bacino elettorale, infatti viene spesso dimenticato dal partito, che ha continuato la tradizione di basare soprattutto il suo consenso, già forte del resto da decenni, nel meridione.
Eppure i voti ci sarebbero, sono quelli della Lega Nord di Matteo Salvini. In questi ultimi giorni il Presidente Federale sembra aver trovato una forte intesa con Giorgia Meloni, la quale ha rilasciato, poco dopo il loro incontro, un’interessante intervista su ”La Padania.

“Poi certo ci sono anche temi che ci tengono separati. Noi siamo prima di tutto il partito della Nazione, per noi la dimensione della Patria è la prima delle scelte, non così per la Lega Nord però pensiamo che sui temi sui quali si è d’accordo bisogna lavorare per ricostruire insieme.”

È una delle dichiarazioni da lei rilasciate all’interno dell’intervista. Tuttavia, analizzando l’argomento, emerge una incolmabile differenza ideologica tra Lega Nord e la Lega Nord e Fratelli d’Italia. Come riportato da “La Padania” del 9 giugno 2014, Matteo Salvini ha affermato che nel prossimo congresso federale, che si terrà a Padova il prossimo 20 luglio, non si metterà in discussione l’articolo 1 dello statuto del suo movimento. Si afferma, al riguardo, che il primo scopo della Lega Nord è il conseguimento dell’indipendenza della Padania, quindi di parte del territorio nazionale; si parla di un ideale che è diametralmente opposto rispetto l’ideologia alla radice di Fratelli d’Italia.

Il divario tra le due posizioni politiche è anche suffragato da un ulteriore elemento: la Lega Nord in questi ultimi dieci anni, anche a causa del lento declino del mondo che ruotava intorno ad Alleanza Nazionale, ha eroso consensi alla Destra Italiana. Il primo esempio è costituito dal Veneto: nelle elezioni regionali del 2000 questa aveva preso quasi lo stesso risultato del partito guidato allora da Gianfranco Fini; stessa cosa nel 2005, sebbene con qualche lieve fluttazione. È il 2010 invece l’annus horribilis della Destra italiana in Veneto. Il Popolo della Libertà, nato dalla fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, ebbe un risultato uguale a quello che solamente Berlusconi aveva ottenuto nel passato. Dove andarono i voti? Alla Lega Nord che ottenne un risultato storico anche grazie all’aiuto “bluscuro”.

L’altro esempio è costituito dai risultati delle recenti elezioni in Piemonte. Nel 2005, nonostante avesse vinto la coalizione di centrosinistra, il risultato ottenuto da Alleanza Nazionale era superiore rispetto a quello della Lega Nord di un punto percentuale; nel 2010 si assistette all’esodo di voti a favore degli esponenti padani, ovvero quasi la cifra esatta che si ottiene sommando i voti che le due forze politiche avevano ottenuto nel 2005.

E’ così che appare il loro passato, ed è necessario per analizzare il futuro. Una probabile alleanza Meloni – Salvini porterebbe solamente vantaggi alla Lega Nord che potrebbe rafforzare e ricompattare il bacino elettorale, per quanto riguarda le regioni settentrionali, che è da anni ormai lo stesso di quello di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale.

Si potrebbe ipotizzare una suddivisione pericolosa dell’elettorato su base nazionale; Salvini ha teorizzato una confederazione con altre “Leghe”, anche se si deve prestare particolare attenzione al “Caso Borghezio”. L’europarlamentare leghista è infatti riuscito, contro ogni previsione, a essere eletto nella circoscrizione centro.
A sostenerlo è stata CasaPound. Gianluca Iannone, leader del movimento, all’indomani delle elezioni, aveva affermato che “Borghezio ha goduto dell’influsso benefico della Porta Magica di Roma (a piazza Vittorio, cuore multietnico dove ha tenuto il comizio finale, ma anche roccaforte di CasaPound, ndr) e all’ispirazione del pensiero di Ezra Pound”.
I barbari sognanti sono ormai alle porte di Roma; Giorgia Meloni e la dirigenza di Fratelli d’Italia cosa faranno?

Michele Soliani

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