Governo complottista: c’è una regia dietro i migranti

Siamo governati da complottisti. Improvvisamente tra gli uomini e le donne del governo ha iniziato a serpeggiare un dubbio: e se dietro gli sbarchi in costante aumento dei migranti ci fosse una regia? E se le ong che vanno a recuperare gli aspiranti migranti direttamente sulle spiagge libiche non lo facessero solo per scopi umanitari? Il dubbio pare aver contagiato persino il bugiardissimo. Non monsu Bergoglio, ancora impegnato nel piazzare schiavi in ogni parte d’Europa tranne che nei possedimenti vaticani. Ma il governo si interroga. E ipotizza di creare un tavolo per discutere sull’eventuale necessità di una commissione di inchiesta che, magari, potrebbe provare ad analizzare i flussi e gli interessi nascosti dietro queste operazioni. Nei mesi scorsi era stato un ragazzo italiano, pagando di tasca propria un apposito meccanismo, a svelare l’arcano delle navi che compiono sempre lo stesso percorso e che non salvano i naufraghi ma recuperano i passeggeri direttamente in Libia. Solo a quel punto, di fronte allo svelamento del giochino, il governo ha iniziato a far finta di porsi delle domande. Per le risposte non è ancora arrivato il momento, ovviamente. E degli interventi proprio non si parla. Ne parlano, invece, gli austriaci che minacciano di mettere controlli al Brennero qualora l’Italia continuasse a voler essere l’approdo indisturbato per chiunque voglia essere mantenuto dai contribuenti italiani ed europei. Magari, lontano nel tempo come cantava Tenco, il governo proverà anche ad interrogarsi sul perché gli italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà sono raddoppiati negli ultimi 7 anni. Magari, lontano nel mondo, il governo proverà ad interrogarsi sui disastri sociali che deriverebbero dalla reintroduzione della tassa sulla prima casa, come richiesto dai criminali del Fmi. Ma è inutile illudersi sul fatto che questo governo abbia voglia di fornire qualche risposta a tutte queste domande.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 353 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".