GOVERNO RENZI, FUORI UNO. GENTILE SI DIMETTE

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Dopo le numerose polemiche di questi giorni, Antonio Gentile, nuovo ex sottosegretario alle Infrastrutture, sentendosi ingiustamente preso di mira dalla stampa, a suo dire “antirenziana”, ha rassegnato le dimissioni con una lunga lettera inviata al capo del Governo, ad Angelino Alfano e a Giorgio Napolitano.
Accusato di aver esercitato pressioni sul direttore del quotidiano “L’Ora della Calabria”, per non far pubblicare un’inchiesta che vedeva coinvolto il figlio in abuso di ufficio, rischia dunque di incrinare i delicati equilibri del governo, dal momento che i patti tra Renzi e Alfano sono stati siglati anche sulla base della spartizione delle poltrone.

Nella sua lettera spiega Gentile: ” Non mi arrenderò mai all’idea che in un Paese con le nostre tradizioni un politico venga accerchiato, perseguitato, vilipeso sulla base di de relato assurdi. Anche in ossequio alla richiesta che mi è pervenuta da cinque direttori di giornali che hanno ritenuto in pericolo la libertà di stampa. – prosegue poi dicendo che – Anche io ritengo questo un bene supremo che però andrebbe sempre coniugato con il rispetto dello stato di diritto. Ed è per questo che mi auguro che la mia battaglia per ripristinare la verità possa trovare sui loro giornali lo stesso spazio che è stato dedicato ai miei accusatori”. “Chiedo solo -conclude Gentile- che si faccia luce su tutto e che chi ha inteso esprimere giudizi inaccettabili sulla mia persona si ravveda davanti alla verità terza e oggettiva che sarà scritta dai giudici, ma che è già ben presente nella mia coscienza”.

Parole che potrebbero suscitare ilarità dopo la diffusione dell’intercettazione telefonica tra l’editore dell’Ora della Calabria Alfredo Citrigno e lo stampatore, per convincere lo stesso a non pubblicare la scottante notizia relativa all’inchiesta sul figlio. “Farti nemici non ti serve” , “chiama a stu cazzo e bloccalo Alfrè” ,”è una cosa che non ti conviene” sono alcune frasi da questo pronunciate.
Sarà stato forse uno slancio di innovazione rottamatrice ad animare Renzi nella scelta dei “nuovi volti” del governo o un semplice rimestamento della solita minestra politica condita di Lobby e corruzione?

Luca Bazzanella

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