Non accenna a placarsi la crisi istituzionale scaturita in seguito alla decisione di Mattarella di non convalidare la lista dei ministri proposta dal Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, proposto congiuntamente da Lega e Movimento 5 Stelle.

Il presidente della Repubblica aveva infatti proposto Cottarelli per formare un governo tecnico, confidando sul sostegno almeno delle minoranze parlamentari, in particolare Partito Democratico e Forza Italia. Invece il partito di Silvio Berlusconi ha dichiarato il voto contrario a tale esecutivo e oggi Martina ha manifestato l’intenzione di astenersi a un ipotetico voto di fiducia.

Bocciata dunque l’ipotesi governo tecnico, sono aperte tantissime possibilità per sopperire alla crisi istituzionale. I partiti – soprattutto Lega, Movimento 5 Stelle ma anche Fratelli d’Italia – continuano a chiedere il voto il prima possibile, ma non è da escludersi che Mattarella dia l’incarico a uno tra Salvini e la Casellati per trovare i numeri e far partire un governo di centrodestra. L’ipotesi sembra però traballante, dal momento che si dovrebbero trovare numeri nel gruppo misto oltre che nel PD e tra i grillini.

Non va esclusa la possibilità che a rimetterci sia lo stesso Mattarella. Il presidente della Repubblica potrebbe infatti lasciare campo libero e dimettersi, acuendo la crisi istituzionale nel primo momento ma permettendo maggiore libertà di manovra a Lega e 5 Stelle che avevano oramai trovato un’intesa politica per far partire il governo.

Le prossime ore saranno roventi al Quirinale, con un presidente della Repubblica attaccato da ogni parte e con una situazione economica in crisi, certificata dall’aumento vertiginoso dello spread, salito sopra a quota 300 punti. Al momento non può essere scartata nessuna ipotesi, ma ciò che sembra più probabile è che Cottarelli non sarà il prossimo presidente del Consiglio.