Il Governo, secondo alcune indiscrezioni, vorrebbe emanare una legge per abrogare la legge “salva Benetton” (votata anche da Matteo Salvini nel 2008, come da lui confermato) che ha previsto le concessioni. Una mossa utile a tagliare il problema alla radice, riassegnando quello che è un monopolio naturale allo Stato.

E le conferme arrivano anche dalle dichiarazioni del ministro per le infrastrutture Toninelli, che in merito all’eventuale nazionalizzazione di Autostrade ha affermato, durante una intervista al Corriere della Sera, che “sarebbe conveniente”, poiché “ricavi e margini tornerebbero in capo allo Stato attraverso i pedaggi, da utilizzare non per elargire dividendi agli azionisti, ma per rafforzare qualità dei servizi e sicurezza delle nostre strade”. Certo, con tutte le penali del caso. Perchè si, come previsto ai sensi dell’art. 9bis, dovrà essere comunque riconosciuto al concessionario un indennizzo, ma non obbligatoriamente quello previsto all’art. 9 della convenzione, estremamente oneroso per lo Stato (i famosi 20 miliardi), se per gravi inadempienze.

Nazionalizzazione sulla quale concorda anche Salvini. “Studiando i bilanci di Autostrade, sì. Io sono a favore di una sana compresenza tra pubblico e privato. Ma il pubblico deve controllare”, ha infatti affermato il ministro dell’interno interpellato ad Agorà, su Rai Tre, in merito alla proposta del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di nazionalizzare le autostrade. “Io – ha poi aggiunto Salvini – non sono pro o contro Autostrade, pro o contro Benetton. In questo caso il privato ha fatto un disastro ed è un privato molto ben pagato. Quel che faremo non sarà dettato da voglia di vendetta, ma di giustizia. Se dovremo tagliare taglieremo in fretta”.

E sul rinnovo delle concessioni ad Autostrade concesso insieme a Forza Italia nel 2008, lo stesso ha poi ricordato: “Sì, è vero”, la Lega votò il rinnovo delle concessioni ad Autostrade, ma “da parte di chi ha governato per anni e anni e ha firmato e verificato le concessioni, un buon silenzio sarebbe opportuno”. Salvini dunque sembra fare marcia indietro. Che sia questa, forse, la volta buona che riesca definitivamente a staccarsi da Berlusconi?