I grillini sbattono contro la burocrazia

Grillini sull’orlo di una crisi di nervi, non solo a Roma ma anche a Torino. Si sentono assediati, ed è vero. I media di servizio alternano un allarme per l’inesistente pericolo fasssista con la derisione delle scelte e delle strategie pentastellate. Si sputtana Di Maio per il suo curioso utilizzo del congiuntivo ma si sorvola sugli errori analoghi del ministro Fedeli che pure è la responsabile dell’istruzione in questo disastrato Paese. Non c’è dubbio che la gestione grillina di Roma e Torino sia ampiamente insufficiente e deludente anche per chi li ha votati. Ma quello che i media asserviti dimenticano di far notare è che i modesti politici pentastellati devono fare i conti con funzionari rigorosamente schierati sul fronte opposto. E non tutti sono leali nei confronti dei nuovi amministratori. Difficile governare se mancano le truppe e l’intendenza. Ogni provvedimento viene rallentato, ogni iniziativa procrastinata. Ma se il centro destra dovesse vincere le proprie elezioni, si troverebbe nella medesima situazione perché, proprio come i grillini, ha sempre evitato di far crescere una burocrazia di alto livello schierata dalla propria parte.

La burocrazia è fondamentale ma non interessa a chi si sente solo e sempre un colonnello anche senza esercito. Un centro destra che si ostina a rifiutare ogni costruzione culturale, che gioca di rimessa approfittando dei disastri provocati dal bugiardissimo e dalla sua banda, che si prostra di fronte alla crescente faziosità di un presidente della repubblica che si trasforma nel presidente del Pd. La farsa della fondazione An è il simbolo di questa incapacità totale. Un gruppo di politici che non è in grado di gestire e di far funzionare la propria fondazione, come può essere credibile quando sostiene di voler governare l’Italia? D’altronde lo si è visto e rivisto quando i sedicenti colonnelli e seguaci hanno governato città e regioni. È sufficiente scorrere gli elenchi di potenziali consiglieri ed assessori per rendersi conto che gli errori del passato verranno ripetuti senza la benché minima autocritica. Non basta neppure ridere per gli errori ed il nervosismo dei grillini, visto che il copione sarà il medesimo.

D’altronde prima del disastro Fedeli c’erano stati i disastri Gelmini e Moratti. Questa volta ci sarà il disastro Brambilla o i riciclati di Saverio Romano?

Augusto Grandi

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".