Il 5% terrorizza i moderati e apre nuovi scenari

Per una volta, una sola, il bugiardissimo ha ragione. Ha infatti spiegato ad Angelino Alfano che un partito che ha governato per anni non può aver paura di non raggiungere il 5% dei voti.  E visto che il partitino di Alfano non arriverà neppure a sfiorare la soglia di sbarramento, significa  che il pessimo ministro ha sbagliato tutto.

Ha tradito non tanto il suo Pigmalione, Berlu, ma soprattutto gli elettori. Quelli che erano convinti che definirsi Nuovo centro destra volesse dire stare nel centro destra, non nel centro sinistra.

Invece Alfano – così come Cesa, come Verdini, come Tosi e troppi altri – ha preso i voti da una parte e li ha portati sul fronte opposto, regalandoli al bugiardissimo in cambio di poltrone. Perché mai un elettore del centro destra dovrebbe preferire ancora la banda di Alfano e compari? Un’accozzaglia con Parisi, con i resti di “Sciolta civica”. Così si assisterà al corteo di penitenti in pellegrinaggio verso Arcore, con il capo cosparso di cenere e un agnellino al guinzaglio. Il trionfo del bollito Berlu che ha tentato anche di far alzare la soglia di sbarramento.

Con il 5% Fratelli d’Italia si troverà a dover scegliere se correre in solitudine, rischiando la totale esclusione, oppure se confluire in una lista unica con la Lega di Salvini. In questo secondo caso, Berlu potrebbe porsi come alternativa moderata alla lista populista-sovranista. Concedendo qualche strapuntino, dentro Forza Italia, ai vari Lupi, Costa e penitenti vari. Strapuntini che salverebbero i singoli, cancellando ogni alternativa in ambito moderato.

Dipenderà anche dalle strategie di Fitto. Se il leader pugliese di Direzione Italia andrà a Canossa, rinuncerà ad un futuro politico, accontentandosi di un futuro personale in seconda o terza fila. Oppure potrebbe accordarsi con Salvini e Meloni, scegliendo di rappresentare l’ala moderata dello schieramento sovranista-populista.

Il tragico è che, per una volta, tutta quest’area dovrà decidere rapidamente. Un compito sovrumano per chi è abituato a non scegliere mai.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".