Il 5% terrorizza i moderati e apre nuovi scenari

Un partito che ha governato per anni non può aver paura di non raggiungere il 5% dei voti. E visto che il partitino di Alfano non arriverà neppure a sfiorare la soglia di sbarramento, significa che il pessimo ministro ha sbagliato tutto

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Per una volta, una sola, il bugiardissimo ha ragione. Ha infatti spiegato ad Angelino Alfano che un partito che ha governato per anni non può aver paura di non raggiungere il 5% dei voti.  E visto che il partitino di Alfano non arriverà neppure a sfiorare la soglia di sbarramento, significa  che il pessimo ministro ha sbagliato tutto.

Ha tradito non tanto il suo Pigmalione, Berlu, ma soprattutto gli elettori. Quelli che erano convinti che definirsi Nuovo centro destra volesse dire stare nel centro destra, non nel centro sinistra.

Invece Alfano – così come Cesa, come Verdini, come Tosi e troppi altri – ha preso i voti da una parte e li ha portati sul fronte opposto, regalandoli al bugiardissimo in cambio di poltrone. Perché mai un elettore del centro destra dovrebbe preferire ancora la banda di Alfano e compari? Un’accozzaglia con Parisi, con i resti di “Sciolta civica”. Così si assisterà al corteo di penitenti in pellegrinaggio verso Arcore, con il capo cosparso di cenere e un agnellino al guinzaglio. Il trionfo del bollito Berlu che ha tentato anche di far alzare la soglia di sbarramento.

Con il 5% Fratelli d’Italia si troverà a dover scegliere se correre in solitudine, rischiando la totale esclusione, oppure se confluire in una lista unica con la Lega di Salvini. In questo secondo caso, Berlu potrebbe porsi come alternativa moderata alla lista populista-sovranista. Concedendo qualche strapuntino, dentro Forza Italia, ai vari Lupi, Costa e penitenti vari. Strapuntini che salverebbero i singoli, cancellando ogni alternativa in ambito moderato.

Dipenderà anche dalle strategie di Fitto. Se il leader pugliese di Direzione Italia andrà a Canossa, rinuncerà ad un futuro politico, accontentandosi di un futuro personale in seconda o terza fila. Oppure potrebbe accordarsi con Salvini e Meloni, scegliendo di rappresentare l’ala moderata dello schieramento sovranista-populista.

Il tragico è che, per una volta, tutta quest’area dovrà decidere rapidamente. Un compito sovrumano per chi è abituato a non scegliere mai.

Augusto Grandi