Il Referendum e l’ascesa politica di Maria Elena Boschi

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Si svolgerà il 4 dicembre il referendum sulle riforme volute da Matteo Renzi e sopratutto da Giorgio Napolitano. Sarà una consultazione che determinerà l’esito del primo governo dell’ex Sindaco di Firenze, che ha puntato tutto su una netta riforma della costituzione. Attualmente i sondaggi danno un testa a testa tra il Si e il No, quest’ultimo in netta ascesa sul primo.

La sfida referendaria vedrà come protagonista anche Maria Elena Boschi che – oltre ad essere il volto della riforma – si sta presentando come erede politica di Matteo Renzi. Quest’ultimo ha varie volte detto che non si ricandiderà più dopo il 2023 e ciò porta alla creazione di un delfino. L’incontro avvenuto ieri in Argentina, paese profondamente legato con l’Italia, ne è una prova. La giovane avvocata fiorentina non salta mai occasione, del resto, per presentarsi agli occhi degli italiani come la possibile nostrana Hillary Clinton.

Il nostro paese non ha mai avuto una Ministro con così tanta visibilità. Certamente vi sono state figure come Tina Anselmi o Nilde Iotti, ma i tempi non erano ancora maturi per vedere a Palazzo Chigi una donna. L’ambiziosa Maria Elena sa esattamente come muoversi in questa sfida e – superati i problemi legati alle vicende giudiziarie della sua famiglia – si sta ponendo agli occhi degli italiani come una figura altamente istituzionale.

Certamente alcuni sondaggi non le danno ampi margini di popolarità, anzi – come riporta Panorama – la titolare delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento è infatti scivolata dal 22% all’11% ed è terz’ultima in classifica davanti solo alle colleghe Marianna Madia e Stefania Giannini. E’ un dato comunque molto relativo, si parla infatti di gradimenti che portano spesso certe figure politiche ad avere una percentuale superiore a quella poi elettoralmente ottenuta.

Maria Elena Boschi aspira a diventare leader – possibilmente nel 2023 – di una coalizione di centrosinistra e si sta facendo conoscere partecipando alle varie riunioni del Partito Democratico, alle feste dell’Unità e a qualsiasi incontro organizzato anche dal singolo esponente politico. E’ una attenta strategia che vede legati due fattori: le riforme costituzionali e la sua carriera politica. Se riesce nella prima impresa, riuscirà anche ad imporsi politicamente. E’ un percorso politico diverso da quello che sta facendo Matteo Renzi, quest’ultimo sta – da come si è sempre posto mediatamente – aspirando a salire al Quirinale tra qualche anno. Fantasie? No. La  strategia comunicativa di Matteo Renzi è sempre rivolta a presentarsi al pubblico italiano come la guida di tutti gli italiani, il costituzionalista, l’economista e anche come il nuovo Alberto Sordi (basta vedere un film dell’attore romano prima di un suo intervento per cogliere palesi somiglianze). Non sarebbe del resto la prima volta che un ex Presidente del Consiglio venga eletto alla più alta carica dello Stato e Renzi in materia ne è esperto.

Resta solo da aspettare e votare. Il 4 dicembre Matteo Renzi e Maria Elena Boschi giocheranno la loro partita della vita; una loro sconfitta non significherà per loro necessariamente la fine, ma sarà una brutta ombra difficile da cancellare.