IL SOGNO DI CECILE KYENGE: UN NERO AL QUIRINALE

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Dopo le dimissioni ufficiali di Giorgio Napolitano dalla carica di Presidente della Repubblica, carica investita per nove lunghi anni, nell’ambiente della politica italiana è subito partita la raffica dei nomi proposti a concorrere come suo possibile successore. In questa frenetica partita politica si unisce al coro anche la voce di Cécile Kyenge (PD), ex-Ministro per l’Integrazione sotto il Governo Letta ed attualmente europarlamentare.

Per la verità la Kyenge non propone alcun nome per la successione a Napolitano, ma delinea semplicemente il profilo del suo ideale Inquilino del Colle: ella infatti si auspica che esso sia una persona di colore. L’ex-ministro afferma a La Zanzara: “Lo sogno tutti i giorni. Vorrei un nero come Presidente della Repubblica. (…) Tuttavia nelle varie rose di nomi che si fanno non vedo nessuno di colore. O almeno uno di origine straniera. Sarebbe un passo avanti“.

Ora, nessuno vuole polemizzare sulla proposta avanzata da Cécile Kyenge, né tantomeno giudicare i suoi sogni, ma veramente per l’ex-Ministro per l’Integrazione l’unico requisito essenziale per rivestire la carica di Presidente della Repubblica è il colore della pelle?

Il Capo dello Stato è il garante del Parlamento italiano, colui che deve tutelare ogni fazione politica – che sia al governo o all’opposizione – con intransigenza e trasparenza, nonché rappresentare con onestà e amore per la patria tutto il popolo italiano. Da ciò si evince che il colore della pelle non deve compromettere tale scelta.

Il Presidente della Repubblica è innanzitutto il Primo Cittadino italiano: che sia nero o bianco non ha alcuna importanza – come, d’altro canto, non lo ha nemmeno il sesso. Il profilo ideale di un Presidente della Repubblica è quello di un italiano competente e onesto, integro e capace, nonché notevolmente patriottico. Quindi non lo si deve scegliere guardando al colore della pelle, qualunque esso sia.

Cécile Kyenge, nella stessa intervista radiofonica a La Zanzara, denuncia la Lega Nord di razzismo: “E’ un partito razzista perché ha difeso con i suoi avvocati un Consigliere regionale che mi ha dipinto con la faccia di una scimmia. Lui è stato condannato, ma la Lega lo ha difeso“, e continua: “Con un Presidente di colore tutti quelli della Lega morirebbero di infarto“. Il Consigliere regionale a cui la Kyenge fa riferimento, Fabio Rainieri, è stato condannato il 12 gennaio 2015 a un anno e tre mesi di reclusione, oltre ad un risarcimento di 150.000 euro. Il tutto per un post su facebook. Non contenta continua: “Rainieri? Oltre alla condanna ci vorrebbero un po’ di lavori socialmente utili. Per esempio potrebbe pulire i giardinetti di casa mia. Bisogna dare segnali forti“. Bisogna dire che l’ex-Ministro per l’Integrazione ha un pugno di ferro notevole, e non si ferma a guardare in faccia proprio nessuno.

Senza alcun dubbio è giusto condannare il razzismo, sempre. Ma a questo punto sorge spontanea una domanda:  non è un comportamento altrettanto discriminatorio, quello di proporre al Quirinale un tipo di persona solo ed esclusivamente in base al colore della pelle? Non dovrebbero essere essenziali i requisiti della personalità, anziché le caratteristiche dell’aspetto esteriore?

Ciò che realmente si può augurare il popolo italiano è che il prossimo Primo Cittadino sia una persona che a tutti gli effetti si meriti tale carica politica e civile, a prescindere dalle sue caratteristiche fisiche.

 

di Giuseppe Comper

 

 

[Photocredit www.cominciatu.eu]

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