IL TERZO V-DAY, A GENOVA SI PENSA ALLE EUROPEE

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Il giorno dopo questo weekend tutti abbiamo negli occhi le immagini di un Beppe Grillo che arringa Genova come solo lui sa fare, ma era visibile un pò di stanchezza nel leader pentastellato come se non ci credesse più neanche lui quegli slogan. Il one man show aveva annunciato 100 mila persone, tale cifra non è stata nemmeno sfiorata, forse perchè ormai il M5S è un soggetto parlamentare e dopo aver visto il suo operato nei palazzi del potere gli elettori hanno smesso di sognare la rivoluzione.

Però Grillo non delude i presenti sparando a zero su tutta la casta e su quello che assomiglia ad essa, in particolare cerca di sottolineare come i suoi uomini abitino il Palazzo ma sian dei profani “abbiamo rotto la sacralità del palazzo”, prova a sottolineare che benchè stiano li ne cortile del potere loro non abbiano nulla a che vedere con gli altri Deputati e Senatori e francamente ci appare un giochetto stucchevole. Padrone assoluto del palco-i suoi parlamentari stavano in un gazebo distante- sa bene che i temi da affrontare ormai escono dai confini nazionali per iniziare a diffondere il verbo in vista delle europee.

Il leader genovese chiede un referendum per l’uscita dall’Euro, dice che gli interlocutori devono essere Grecia, Spagna, Portogallo e Francia perchè hanno i nostri stessi problemi a suo dire, e poi si lamenta delle nostre imprese che vengono acquistate da società straniere paragonandoci ad una bancarella e mentre parla sullo schermo dietro di lui vi è un elenco sterminato di società italiane che hanno cambiato lingua. Sulla politica interna invece il motivetto è lo stesso degli ultimi tempi, quello dell’impeachment contro Napolitano, il Capo dello Stato mai quanto ora sembra avere estimatori solo a sinistra, e qualche accusa al Governo che anche questa volta ha coperto i partiti che si sono divisi 91 milioni di Euro.

Su questi temi l’ex comico ha perso un pò di fascino tanto che i giovani con la maschera di anonymous ad applaudire sono un pò svogliati e che le critiche vengono smorzate e ribaltate mediaticamente da Letta che commenta:“Resisteremo sempre alle spinte della violenza, prima verbale e poi fisica (…)”.

Raffaele Freda

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