IMU AGRICOLA, BUSIN (LN): “È PATRIMONIALE AL CONTRARIO. LEGA SI OPPONE”

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“L’ennesima minipatrimoniale al contrario, che colpisce i Comuni più disagiati e imprime un colpo al cuore al settore agricolo”. Così il deputato leghista Filippo Busin – relatore di minoranza sul decreto Imu agricola – ha definito questa mattina l’imposta, annunciando il voto contrario del Carroccio al provvedimento.

“Gli enti locali, comprese le mai tagliate Province, già provati dai tagli, sono costretti a pagare la campagna elettorale di Renzi, quegli 80 euro con cui si è assicurato il successo elettorale delle Europee”. Per Busin il decreto è “incostituzionale”, “arbitrario” e “irrazionale”, perché “vìola il principio dell’uguaglianza dei cittadini e della progressività dell’imposizione fiscale e quello – previsto nello statuto del contribuente – dell’irretroattività dei contributi”. Il parlamentare ha puntato il dito, in particolare, contro la bocciatura degli emendamenti Lega “che intendevano assicurare le esenzioni agli agricoltori colpiti da dissesto” e “garantire la certezza dei rimborsi a chi ha pagato per colpa dei pasticci di uno Stato che – tra proroghe e criteri – ha cambiato idea decine di volte, mettendo a rischio interi bilanci comunali”.

“L’Imu agricola montana è un colpo al cuore a un settore che invece di tasse chiede di essere aiutato, che rappresenta una fonte economica primaria e un presidio anti-dissesto. Ribalta il principio federalista del ‘vedo-pago-voto’ e costringe sindaci e presidenti di Provincia a fare il ‘lavoro sporco’ per conto dello Stato”, conclude Busin.

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