Istat, Brambilla (IU): “Incremento occupazione modesto e indipendente da Jobs Act”

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“Dai dati ISTAT sull’occupazione diffusi oggi  non sembra che il governo debba cantare vittoria. Anzi si tratta di un vero fallimento. I 206.000 occupati in più in un anno, infatti, non c’entrano nulla con il Jobs Act dato che l’andamento su base annua beneficia del forte aumento  – +82.000 – che si è registrato a dicembre 2014 quando il Jobs Act non esisteva ancora”. Lo afferma Massimo Brambilla, responsabile delle Politiche economiche di Italia Unica, il movimento di Corrado Passera, che sottolinea:  “da inizio anno l’incremento è di sole 124.000 unità”. “Si tratta – mette in evidenza – di un segno più assai modesto in rapporto al costo delle misure e molto al di sotto delle stime dello stesso Poletti di inizio anno, e nonostante le vantaggiosissime condizioni macroeconomiche create da Mario Draghi”.

“Non dimentichiamo – rincara Brambilla- che gli italiani inattivi tra i 15 e i 64 anni d’età sono oltre 17milioni a cui si aggiungono i milioni di Italiani sotto occupati o senza un lavoro sufficiente. Senza contare – conclude- che il tasso di attività del nostro Paese è il più basso d’Europa dopo la Grecia e registra un calo nel corso del 2015 e che questo ha un forte impatto sulla sostenibilità del nostro sistema previdenziale e sulla competitività della nostra economia”.

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