ITALIA 5 STELLE, MISSIONE COMPIUTA!

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“Il più grande evento M5S”: così Beppe Grillo, sul suo blog, definiva il progetto svoltosi al Circo Massimo di Roma nei giorni 10, 11 e 12 Ottobre, il quale ha visto riunirsi “tutti gli eletti, i non eletti, gli attivisti, cittadini normali, abusivi, infiltrati”. C’erano veramente tutti. Alla vigilia dell’evento, Grillo ne illustrava l’organizzazione sul suo blog scrivendo: “Ci saranno dei gazebo disposti in modo tale da formare il profilo dell’Italia, saranno rappresentati quasi tutti i comuni 5 Stelle, tutte le regioni. Ci saranno 3 stand dedicati ai parlamentari di Camera e Senato e a quelli europei che riceveranno i cittadini e gli attivisti per rispondere alle loro domande. Ci saranno punti di ristoro. Ci saranno degli stand per dibattiti e incontri con i portavoce M5S su temi specifici che saranno anche trasmessi su un grande palco. Sul palco si alterneranno anche le testimonianze degli eletti 5 Stelle e le performance dei gruppi musicali che stiamo selezionando adesso. Sarà una cosa viva, di centinaia di migliaia di persone!”.

Grandi aspettative per l’evento, insomma, che non ha deluso in fatto di spettacolo. Un progetto meraviglioso quanto dispendioso, finanziato con i soldi avanzati dalla campagna delle europee. I temi trattati sono tra i più attuali: il Jobs Act, il governo Renzi, il referendum sull’euro e, per finire in bellezza, il disastro ambientale che ha colpito la città di Genova.

Il nemico dichiarato è, ovviamente, Matteo Renzi, definito come “un leader senza base”. Renzi, come Letta e Monti prima di lui, non sono stati scelti dal voto popolare e, dunque, sarebbero dei “rappresentati del diktat della BCE”: lo afferma Gianroberto Casaleggio, co-fondatore del M5S. L’unica soluzione contemplata dai pentastellati per fermare il Presidente del Consiglio è l’intervento dell’esercito. Oppure, come auspica il leader del M5S, si deve aspettare che sia lo stesso premier a mostrare al Paese quanto il suo operato sia dannoso:  “Siamo a rischio default. Renzi ti prego continua così, fai esplodere questo Paese così sarà chiara la situazione in cui ci stai trascinando”. Non contento, Grillo aggiunge:”Preferisco uno (Silvio Berlusconi, ndr) che lotta per le sue aziende e che è un nemico dichiarato, che non i finti amici della sinistra che da vent’anni fanno solo i loro comodi”. 

Il tempo del dialogo con il governo è finito da un pezzo, o forse non c’è mai stato. Consapevoli di non poter essere fermati, i pentastellati annunciano una nuova era, ovviamente governata dal loro partito. Memore di un passato da comico di cui sembra non essersi ancora liberato, Grillo sale su una gru gridando:”Italiani, guardatemi, sono quassù! O svoltiamo ora o mi butto giù. Voglio un’Italia diversa ed è quella che vedo ora sotto i miei occhi: siete voi, la democrazia dal basso“. 

L’attenzione si sposta poi sulla proposta di referendum del M5S riguardo all’uscita dell’Italia dall’eurozona. Il risultato sarà schiacciante: il 70 % degli Italiani, secondo le previsioni del leader pentastellato, voterà a favore dell’uscita, evitando il collasso del Paese. L’euro è “una moneta senza futuro”, mentre l’Italia un futuro ce l’ha e non è il PD, untore della Peste Rossa che sta sommergendo il popolo Italiano, divorandolo fisicamente e riducendolo all’osso.

Il pensiero, poi va inevitabilmente alla sua città, Genova, colpita dall’alluvione e costretta nella stessa situazione del 2011: “Questi sono cialtroni, non abbiamo più tempo. Dire che la colpa dei danni è del Tar è come dire che Hitler ha invaso l’Europa perché Jesse Owen aveva vinto le Olimpiadi di Berlino”. Di fronte all’immagine di tanti giovani che, rimboccatisi le maniche, spalano il fango dalle strade della città, il M5S promette soccorso concreto: i pentastellati, infatti, martedì si recheranno in Liguria, per sostenere fisicamente, e non solo a parole, le popolazioni colpite.

All’evento partecipano anche alcuni attivisti del M5S i quali, dopo essere saliti sul palco con un striscione riportante la scritta #Occupypalco, chiedono trasparenza al partito in fatto di voti e in merito alla questione dello staff di Milano che però, come fanno notare dal pubblico, riveste un ruolo secondario rispetto ai “fatti” che i cittadini bramano. Ma Grillo non si scoraggia e promette di parlare con gli attivisti in uno stand, così come dedicherà ampio spazio alla stampa che, tuttavia, dovrà attendere il proprio turno.

“Dobbiamo prenderci le macerie e costruire un’Italia nuova, un’Italia con Italiani onesti!”: compito ingrato,sì, ma qualcuno dovrà pur farsene carico, prima o poi.

[Photo edit from giornalettismo.com]

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