La crisi di Governo più opaca della storia d’Italia

Sta diventando una pantomima: da una parte Salvini che, dopo aver aperto una crisi di governo, è ritornato sui suoi passi e dall’altra il M5S slanciato nel dare a Salvini del traditore. In quella che dovrebbe essere, secondo lo stesso Giuseppe Conte, la “crisi di governo più trasparente” della storia d’Italia tutto rimane in stallo, in una situazione caotica e che non sembra aver facili sbocchi.

“Chi ha tradito gli italiani e stracciato il contratto di governo, in pieno agosto, con una pugnalata piazzata sulla schiena, ora accusa di tradimento proprio il MoVimento. Accade anche che nomi del passato che hanno creato disastri nel nostro Paese vengano addirittura associati alla parola ‘governo’. C’è una forza politica in Italia che ha sempre mantenuto la sua coerenza e ferma la bussola sull’interesse dei cittadini, non delle banche né dei comitati d’affare. Il MoVimento non si siederà mai al tavolo con Renzi e/o Boschi”, ha affermato il Ministro della Giustizia Bonafede, replicando al Ministro Salvini che, sebbene sia ora in una situazione delicata, gioca le ultime carte per evitare una crisi infruttuosa per tutti.

Va precisato che la mozione di sfiducia presentata dalla Lega al Senato il 9 agosto non è stata ancora calendarizzata per mancato accordo all’interno della conferenza dei capigruppo tenutasi lunedì 12, quindi il presidente del Senato – su indicazione dell’aula con le votazioni del 13 – ha aggiornato la seduta a martedì 20 agosto per ascoltare le comunicazioni del Presidente del Consiglio. La mozione potrebbe essere discussa su eventuale accordo dei capigruppo o il 20 agosto oppure il giorno successivo o nei giorni a seguire. La crisi però metterebbe sul piatto anche la delicata questione del taglio dei parlamentari, voluto dal M5S e che difficilmente potrà essere ancora sostenuta da una Lega che dovrebbe aspettare un anno prima del ritorno al voto.

Salvini il 20 agosto potrebbe risolvere la situazione da lui stesso creata ed evidenziare in aula i motivi legittimi che hanno spinto la Lega a presentare la mozione di sfiducia (poco coraggio nelle politiche economiche e nei rapporti con la UE, il voto decisivo nei confronti della von der Leyen e il fuoco amico sull’immigrazione), dichiarando di essere disponibile a ritirare la mozione di sfiducia su impegno del Presidente del Consiglio ad un cambio di passo, per così dire una “svolta sovranista”. A quel punto il Presidente Conte potrebbe replicare accogliendo la nuova posizione della Lega, dicendosi disponibile ad un eventuale rimpasto e la crisi sarebbe scongiurata.

Una soluzione ardita e che rimette tutto nelle mani del M5S, al momento poco incline a perdonare il ruggito da leghista di Matteo Salvini. In politica certamente tutto è possibile e proprio sui muscoli mostrati da Salvini il M5S dovrebbe porre una valutazione: la Lega anche nel centrodestra era una forza spesso critica e lo stesso Berlusconi lo sapeva bene che il carattere dei leghisti era ed è difficile da gestire. Al Movimento, in crisi di consensi e a un passo dal perdere, data la regola dei due mandati, buona parte della sua classe dirigente, converrà perdonare il turbolento alleato leghista oppure sarà più remunerativo procedere con un governo insieme al nemico di sempre, il PD, con lo scopo di restare al governo del Paese mettendo mano alle dinamiche più profonde del Paese? Qualora questa dovesse essere la soluzione, si potrebbe dire che Beppe Grillo, con 10 anni di ritardo, avrebbe finalmente vinto le primarie del Partito Democratico, diventando il Guru della sinistra italiana.