LA MELINA INFINITA SULLE TASSE

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Negli ultimi anni la politica italiana ha raggiunto indubbiamente un risultato storico, ossia anche la sinistra è arrivata ad ammettere che le tasse, in particolar modo sulle imprese, sono troppo alte. Forse è anche per questo che Letta ha scelto un tecnico per guidare il Ministero dell’economia, forse però Saccomanni non è stato propriamente la scelta più azzeccata, infatti non sembra essere particolarmente stimano dagli italiani ed il suo lavoro di taglia e cuci assomiglia molto ad una melina operata per obbedire all’Europa e per non toccare le inefficienze pubbliche, insomma pare che l’obbiettivo sia cambiare tutto per non cambiare niente.

Nel frattempo gli agricoltori attraverso Mario Guidi, presidente di Confagricoltori, fanno sapere che se dovessero pagare la seconda rata dell’IMU su terreni e fabbricati il governo gli farebbe un regalo indigesto, “si creerà un vulnus nel rapporto di fiducia con lo Stato” dice e difficilmente gli si può dar torto, non è continuando a tassare le attività produttive che si può puntare alla ripresa. Nel Consiglio dei Ministri di Giovedì dovrebbe essere scongiurato il pericolo di questa seconda rata ma quello che spaventa sono le così dette clausole di salvaguardia, delle clausole contenute nel decreto che sospesa la prima rata IMU, per le quali se al 2 Dicembre non sarà stata raggiunta la copertura prevista si avranno degli aumenti degli acconti IRAP e IRES, e naturalmente delle immancabili nuove accise sulla benzina. Il quadro non è dei più rosei ed è per questo che il Ministro Saccomanni ad ogni dichiarazione diventa sempre meno credbile, tanto è vero che sul web è uno dei politici più sbeffeggiati del momento.

Ma torniamo alle clausole “di fregatura” e consideriamo l’ipotesi per la quale entro il 30 Gennaio il Governo non dovesse riuscire a riorganizzare il sistema delle detrazioni, ecco che queste in tal caso diminuirebbero, a partire dalla dichiarazione dei redditi 2013, ed il fisco prevalerebbe altri 2 miliardi dalle nostre tasche, per la cronaca è bene far notare che gli italiani che beneficiano delle detrazioni sono 19,5 milioni. Probabilmente al Ministero dell’economia sono ancora convinti che il tassa e spendi sia l’unico modo per mandare avanti la baracca, eppure ci ricordiamo di un Letta che insediandosi alla Presidenza del Consiglio aveva affermato con decisione che saremmo usciti dalla logica dell’austerity, forse non è colpa sua, forse ai vincoli europei proprio non si può resistere, ma allora è chiaro che anche le politiche fiscali passano per la riappropriazione della Sovranità.

Raffaele Freda

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