Elio Lannutti, Senatore del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

Sulle accuse del M5S ai funzionari del Mef. “Guardiamo i fatti: basta andare sul sito Openpolis –ha affermato Lannutti-. Il ministro Tria, che noi rispettiamo a patto che si comporti come un ministro che non remi contro il governo del cambiamento e il programma di governo, non ha ancora assegnato le deleghe a due viceministri e a due sottosegretari di Lega e M5S. Remano tutti contro perché sono tutti gli uomini di Padoan, quel signore che diceva che gli italiani muoiono troppo tardi per questi l’Inps ha problemi. Daniele Franco da dove viene? Dalla Banca d’Italia. Nava l’avevamo cacciato, adesso qualche amichetto lo vuole alla Consob. Adesso si stanno impiccando per i decimali, quando in Francia Macron farà una manovra con deficit al 2.8%. Ma dov’erano questi signori, questi ragionieri dello Stato quando il debito pubblico aumentava in 5 anni in condizioni economiche più che favorevoli, per finanziare le clientele? Il ragioniere generale Franco dov’era quando Padoan in un cdm prese 20 miliardi in 5 minuti per finanziare le banche? E adesso non trovano i soldi per il reddito di cittadinanza. Se fossi stato per me questi funzionari li avrei rimossi il giorno dopo, ma Tria non ha assegnato le deleghe e non vuole. Io non l’avrei nominato Tria. Chi ha servito Monti e Padoan è ancora al loro posto ed è incompatibile con i nostri valori. I ministri, i funzionari e i burocrati che si mettono di traverso io li avrei già cacciati. Casalino? Io sono un giornalista, ma ha senso mantenere ancora in piedi un Ordine dei giornalisti che non vede e non sente le malefatte che si sono succedute di molti colleghi e va ad indagare Rocco Casalino. Io sto con Casalino perché quello che ha detto è nel cuore e nella mente di tutto il M5S. Abbiamo un contratto di governo e si deve rispettare, chi non lo rispetta se ne vada”.