LE CONSIDERAZIONI DI ITALIA UNICA SUL “CASO LUPI” E LA STRAGE IN YEMEN

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“La vicenda Lupi va letta sotto vari aspetti. In primis quello giudiziario, sul quale auspichiamo (con il garantismo di sempre e la contrarietà per la pubblicazione “distillata” delle intercettazioni) la massima e rapida chiarezza; in secondo luogo quello etico di una politica che deve ritrovare l’essenza del servizio, allontanando qualsiasi commistione e infine quello politico, forse più sottile ma in realtà deflagrante. Stiamo assistendo all’applicazione preventiva di quello che sarebbe l’Italicum se approvato così: la calamita del partito unico, in grado di appropriarsi del premio di maggioranza, attrae le forze più piccole fin quasi ad annullarle. È’successo con le scelte personalistiche dei senatori di Scelta Civica, si ripete con il comportamento di Alfano, disposto a tutto (perfino a non difendere il suo collega di governo e di partito) pur di restare nell’orbita di potere renziana. Corruzione mal combattuta e riforme sbagliate: un micidiale mix per le speranze di rilancio del Paese se non si lavorerà per dare regole chiare e partecipazione ai cittadini”. E’ quanto afferma Italia Unica, il partito fondato da Corrado Passera, nella sua nota odierna.
 
“Una strage di 150 sciiti, in Yemen, – continua Italia Unica – apre un nuovo fronte delle strategie dell’Isis, in una sorta di sfida del terrore con la più debole Al Qaeda. La lotta per il predominio del fondamentalismo dimostra che gli interessi che ruotano intorno al terrorismo non sono certo solo religiosi e a maggior ragione si impone una risposta coesa della comunità internazionale. Il vertice di Bruxelles non ha purtroppo avuto un esito concreto, se non le consuete rassicurazioni sull’impegno di agire. Lo ribadiamo, il tempo che scorre non aiuta né il lavoro delle diplomazie né quello delle cancellerie, ma al contrario agevola il diffondersi della paura, con il rischio che si facciano strada decisioni individuali e non prive di rischi collettivi. La tragedia di Tunisi non è diversa da quella della moschea di ieri: il sangue deve scorrere ovunque, senza distinzioni tra vittime di gruppi religiosi che non sia quello dei militanti jihadisti. È una guerra contro il mondo e le civiltà che va affrontata con determinazione e senza escludere opzioni, anche le più dure. E’ arrivato il momento – afferma Italia Unica – in cui l’Onu si assuma fino in fondo il compito per cui è nata”.
 
“Questa mattina – prosegue il partito nella sua nota – Corrado Passera incontra i milanesi ai gazebo di San Babila e piazza Argentina, secondo appuntamento di Italia Unica nelle piazze del Paese dopo l’esordio a Roma e soprattutto in vista delle Giornate nazionali di ascolto e mobilitazione fissate in decine e decine di città per il 28 e 29 marzo. È uno sforzo grande per gli iscritti e i volontari, che ringraziamo ancora una volta per la loro passione, ed è occasione importante per presentare le proposte su fisco, famiglie e imprese che caratterizzano il nostro modo di agire: concretezza e attenzione ai problemi veri (con relative soluzioni) degli italiani. Ma altrettanto importante – conclude Italia Unica – è l’ascolto, il dialogo, il confronto, tutte azioni che la politica ha dimenticato perché preferisce chiudersi nei palazzi. Milano oggi è una città attesa da una grande sfida come l’Expo, ma attraversata da troppe indecisioni e contraddizioni per il suo futuro. Anche per questo il confronto che le Porte milanesi hanno già aperto e che oggi e domani si sposta in piazza è importante: Milano, come il resto del Paese, può cambiare solo volendolo insieme”.

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