LEGA E GRILLO DIMOSTRANO CHE NON E’ L’ITALIA DEI MODERATI

Al bugiardissimo non è bastato imporre le elezioni nel bel mezzo di un ponte, sperando che l’astensionismo penalizzasse gli avversari. Per poi, con la consueta ipocrisia, fingere di preoccuparsi per il non voto. E anche se il risultato finale sembra premiarlo, con 5 Regioni da governare contro 2, la realtà e’ molto diversa. A distanza di un solo anno dal trionfo del Pd, il partito del bugiardissimo perde consensi pressoché ovunque. E vince in Puglia e Campania con due candidati che proprio non sono fedeli esecutori tipo renzine. Ma perde in Liguria. Colpa dei tafazzisti civatiani, secondo la banda del premier. Ma non si capisce perché dovrebbe votare Pd chi non condivide nulla delle politiche fallimentari e basate solo sulla menzogna messe in atto dal premier. E poi anche in Veneto si è presentata, sul fronte opposto, la stessa situazione, con Tosi contro Zaia. Risultato? Zaia supera il 50% e condanna all’irrilevanza Tosi. Oltre a doppiare la renzina Moretti. Salvini, indubbiamente, ha vinto. Anzi, ha stravinto. E non solo nel Veneto, ma anche in Liguria, in Toscana, in Umbria, nelle Marche. Dove ha nettamente battuto Forza Italia, anche nella Liguria che sarà governata dal forzista Toti. Lega con il doppio dei voti. Un risultato che si ripropone in Toscana che resta rossa ma che evidenzia come l’accordo tra Lega e Fratelli d’Italia funzioni molto ma molto meglio di quello dei moderati berlusconiani. I moderati sono spazzati via ovunque, i moderati sono quelli che non hanno rinunciato al ponte e che sono pronti a delegare il futuro loro e dei loro figli al bugiardissimo ed alle renzine. Mentre Salvini vince utilizzando toni non moderati e cercando, al contrario, la diabolisation che tanto preoccupa gli osservatori politicamente corretti. Diventa evidente che un’alleanza contro le politiche criminali del bugiardissimo non deve essere guidata da un moderato, ma da qualcuno che abbia voglia di lottare con decisione. D’altronde il dato dei grillini lo conferma. Il movimento 5 stelle e’ andato più che bene. Si è consolidato, ha dimostrato di essere ormai radicato anche a livello locale. E ha dimostrato che non i moderati ma gli incazzati sono la maggioranza di questo Paese. Lega, Fdi, 5 stelle, civatiani e gruppi vari procedono in ordine sparso e questo salva il bugiardissimo ed i suoi compari. Ma il segnale e’ chiaro e il Pd non potrà continuare a governane inventandosi le prossime elezioni a cavallo tra le 23 del 31 gennaio e le 7 del mattino dell’1 gennaio. Quanto a Berlu, il suo candidato Toti sarà governatore, ma il suo partito viene strabattuto dalla Lega ed incassa la peggiore sconfitta della sua storia. Il partito repubblicano dei moderati e’ stato eliminato prima ancora della nascita.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

Commenta per primo

Lascia un commento