MAGDI ALLAM DENUNCIA LA RAI

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Magdi Cristiano Allam denuncia la Rai per l’utilizzo indebito di denaro pubblico e per violazione della sua funzione di informazione corretta e imparziale promuovendo dieci spot di propaganda dell’euro e di quest’Unione Europea alla vigilia di elezioni europee in cui gli italiani il 25 maggio saranno chiamati al voto .

A nome dell’Associazione “Salviamo gli italiani”, presieduta da Allam, l’avvocato Marco Mori ha inviato un esposto alla Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, presieduta da Roberto Fico del M5S, e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazione (Agcom), presieduta da Angelo Marcello Cardani, già docente alla Bocconi e stretto collaboratore di Mario Monti alla Commissione Europea. L’arbitrio amministrativo e la disinformazione sono del tutto palesi considerando che circa la metà degli italiani sono contro l’euro e contro quest’Unione Europea, così come emerge dai recenti sondaggi (http://scenarieconomici.it/tutti-i-sondaggi-sulleuro-media-degli-ultimi-4-sondaggi-lira-423-euro-477/). Nell’esposto si denuncia il fatto che la Rai abbia preso direttamente posizione per una delle due tesi che si stanno confrontando sul panorama elettorale; si evidenzia che tale scelta aziendale non è assolutamente compatibile con la normativa vigente in materia di cui alla Legge n. 103/1975 e DLT n. 177/2005; in particolare è circostanza di palmare evidenza che “l’indipendenza, l’obiettività e l’apertura alle diverse tendenze politiche, sociali e culturali, nel rispetto delle libertà garantite dalla Costituzione, sono principi fondamentali della disciplina del servizio pubblico radiotelevisivo”, come da delibera AGCOM n. 138/14/CONS”.

Allam chiede pertanto, che la Rai “venga sanzionata ai sensi di legge per la violazione dell’obbligo del pluralismo informativo in materia elettorale con l’immediata adozione dei provvedimenti d’urgenza volti all’interruzione dei comportamenti illegittimi posti in essere ed in premessa meglio specificati nonché con condanna agli opportuni comportamenti riparatori nel pieno rispetto del pluralismo informativo che deve obbligatoriamente connotare il servizio pubblico radiotelevisivo”

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