Manualetto informativo sul reddito di cittadinanza

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Si fa un gran parlare negli ultimi tempi del reddito di cittadinanza. Per lo meno dalle scorse elezioni politiche del 2013, quando il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si piazzò come primo partito col suo 25,56%. Non per nulla il reddito di cittadinanza è da sempre il cavallo di battaglia principale del MoVimento, e sempre non per nulla prima del suo arrivo in Parlamento nessun partito politico italiano ne aveva mai accennato nemmeno l’esistenza. Eppure circola tutt’oggi molta ignoranza nell’opinione pubblica su cosa sia esattamente, quali peculiarità comporti, e soprattutto se ci siano le coperture.

Quindi si vada con ordine a spiegare una volta per tutte di cosa effettivamente si tratta. Il reddito di cittadinanza proposto dai parlamentari pentastellati altro non è che un reddito minimo garantito a qualunque cittadino italiano che non abbia alcuna fonte di reddito, Welfare State che esiste oggi in tutti i Paesi europei ad eccezione di Grecia, Ungheria e Italia.

Soffermandosi sulla situazione italiana, si stima che il reddito di cittadinanza possa garantire 780 euro mensili netti a quei circa 4 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà assoluta (il 6,8% della popolazione totale nel 2014) per il costo complessivo statale di 17 miliardi di euro annui.

17 miliardi all’anno sembrerebbero una cifra esorbitante, e molti infatti storcono il naso pensando a come si possa recuperare una cifra simile. Eppure non è da dimenticarsi che, secondo quanto riporta sostariffe.it, la proposta del Governo Renzi degli 80 euro in busta paga ha un costo complessivo di 10 miliardi ed è indirizzata ai più o meno 10 milioni di Italiani con un reddito compreso tra i 660 euro e i 2.100 euro mensili. Messa in questi termini non sembra così impossibile recuperare le coperture per il reddito di cittadinanza. Infatti non il MoVimento 5 Stelle, ma la Ragioneria di Stato ha già trovato le coperture per garantire questo reddito minimo: aumento delle tasse sul gioco d’azzardo, tagli ai finanziamenti pubblici all’editoria, tagli alle enormi spese militari, tagli ai costi della politica ed agli sprechi della Pubblica Amministrazione, e molto altro ancora. Differentemente, secondo quanto dichiara la stessa Sabrina Capozzolo, Deputata PD, «l’introduzione dell’Imu agricola concorre alla copertura del bonus di 80 euro» – quindi tassando la terra, quindi i cittadini italiani.

Ma un’idea generalmente diffusa sul reddito di cittadinanza è che esso sia una forma di parassitismo per chi non abbia voglia di lavorare, mentre in realtà la situazione è molto diversa. La proposta dei 5 Stelle infatti, coerentemente a come funziona nel resto d’Europa che adotta questa misura di Stato sociale, prevede che il cittadino debba accogliere almeno una proposta di lavoro su tre che i centri per l’impiego gli presentano. Inoltre il cittadino deve comunque accettare i percorsi formativi e di riqualificazione che gli vengono proposti, oltre a contribuire con 8 ore settimanali in lavori socialmente utili. Infine il cittadino che riceve il reddito di cittadinanza deve poter dimostrare, attraverso il portale nazionale, di cercare effettivamente lavoro nelle offerte online per almeno 2 ore al giorno tracciabili informaticamente. Nel caso il cittadino non segua solo una di queste condizioni, perderà automaticamente il diritto a ricevere il reddito minimo garantito.

Ma a quali conseguenze porterebbe il reddito di cittadinanza? Sicuramente a garantire un sostegno a chi è stato colpito pesantemente dalla crisi scoppiata nel 2008, dando la possibilità di una vita dignitosa. Oltre a ciò aumenterebbero i consumi dei cittadini italiani, quindi un ricircolo dell’economia facendola tornare a girare e dando ossigeno sia alle famiglie sia alle piccole e medie imprese, che giorno dopo giorno stanno collassando una dietro l’altra sotto il peso della crisi che non accenna a diminuire. E infine, come spiega Luigi Di Maio, vice Presidente alla Camera dei Deputati M5S, andrebbe a smantellare quel sistema di associazione politico-mafiosa che sfrutta la miseria e la disperazione di chi non ha nulla per fargli fare i lavoretti sporchi delle cosche in cambio di briciole: col reddito di cittadinanza questa povera gente non sarebbe più vincolata a questo mondo d’illegalità e sotterfugi, perché potrebbe sostentarsi autonomamente. Che poi altro non è che il sistema di Mafia Capitale scoperto a dicembre dalla magistratura, radicalizzato un po’ in tutto il Paese.

Quindi, spiegato tutto ciò che riguarda la proposta dei grillini contro la povertà, la domanda che ogni cittadino italiano ora dovrebbe porsi è: perché il governo italiano ancora non si mette al lavoro per introdurre questo beneamato reddito di cittadinanza?.

di Giuseppe Comper

[Photocredit www.avvocatodistrada.it]

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