MARO’, L’ITALIA CONTA ZERO

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Sono un terrorista. Anzi, in Italia siamo tutti terroristi. Lo dice l’India che procede contro i nostri due Marò attraverso il procedimento antiterrorismo, quando nemmeno dovevano avviarlo un procedimento. Lo dicono le Nazioni Unite che, non paghe d’esser inutili, ieri si sono rese anche ridicole, negando il loro appoggio all’Italia in questa vergognosa faccenda.

Ci sono tutte le conferme, se ancora servissero, che l’Italia non val nulla dal punto di vista internazionale. Poco conta che al governo ci siano Berlusconi, Monti o Letta. Vale la proprietà commutativa: cambiando i fattori, il risultato rimane il medesimo.

Cosa farà ora Letta (o Renzi, chissà?) per rimediare all’ennesimo schiaffo ricevuto? Nulla di veramente significativo, del resto è più importante fare una legge elettorale che fissa il premio di maggioranza al 37%. Forse scriverà qualche cinguettio indignato su twitter, esattamente come ha fatto per questi lunghi mesi il suo governo e quello precedente, guidato dall'”illuminato” Monti.

Proprio quel Monti, lo  stimato professore, che è il maggior responsabile di questa pantagruelica schifezza internazionale. E’ suo il primo, e forse più grave, errore nella vicenda dei due fucilieri. Quando i nostri militari erano stati rimpatriati per un permesso premio e l’allora ministro Terzi di Sant’Agata aveva dichiarato di non voler più farli rientrare in India, l’astuto nostro ex-premier decise di far saltare il piano e rispedire i due Marò a New Delhi. Tutto in nome di scambi economici con l’India che, poi, sono egualmente andati perduti. Che dire? Una mossa degna di un grande e lungimirante statista. E meno male, vista la totale indifferenza al caso di Europa e Onu, l’illustre professore godeva di prestigio internazionale.

Ma anche il suo successore a Palazzo Chigi non voleva essere da meno e, visto che anche lui si vantava di godere di considerazione all’estero, ha pensato bene di non muovere seriamente un dito in favore dei due militari. Ha accettato perciò qualunque decisione presa dall’India, senza reagire mai. Senza mai riuscire davvero a coinvolgere l’Europa, se non in questo ultimissimo periodo, e mai coinvolgendo l’Onu, come dimostra la decisione di ieri.

Per mettere pressione all’India e alle organizzazioni internazionali si sarebbero potuti (o meglio, dovuti) usare diversi mezzi, come ha scritto Fausto Biloslavo sul Giornale (qui il link). La più urgente delle quali è ritirare immediatamente tutti i contingenti di pace in giro per il mondo, tanto per rispondere all’indifferenza delle Nazioni Unite, risparmiando anche un bel po’ di soldi.

Oggi i parlamentari, riuniti per proprogare proprio le missioni all’estero, hanno finalmente avuto un’epifania. Hanno bloccato i lavori, almeno fino a quando il governo non relazionerà sul caso Marò. Ma purtroppo è difficile che Letta, Bonino e i saggi faranno tanto di più del nulla che hanno fatto fino ad ora.

Ha ragione Giampaolo Pansa, che oggi al Tg5 a riguardo della vicenda dei due fucilieri ha detto di vergognarsi d’esser nato in Italia. Sappia l’illustre giornalista che non è l’unico a pensarla così.

 Luigi Mauro

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