MATTEO RENZI A PORTA A PORTA

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Ieri sera Matteo Renzi ha parlato agli italiani che ancora non erano andati a dormire, infatti, ospite a Porta a Porta, programma diretto da Bruno Vespa su Rai 1, ha affermato: “Da anni i cittadini hanno visto le bollette crescere e le tariffe aumentare ma gli stipendi erano bloccati. Ora per la prima volta il Governo invece di aumentare le indennità dei Consiglieri regionali li restituisce alle persone, alla vita reale”. Il Premier, nel pronunciare queste parole, si è rivolto ai 10 milioni di persone a cui spetterebbero mille euro in più al mese.

Subito dopo la frase: “Se il 27 maggio i soldi non arrivano vuol dire che Renzi è un buffone”. Tralasciando l’uso dell’ultima parola, che può attirare facilmente l’attenzione momentanea del pubblico, è importante notare la data affermata dal Premier: il 27 maggio.  La data non è stata scelta a caso ed è successiva a quella delle Elezioni europee, le quali saranno decisive sul futuro della nuova Europa. È finito il tempo in cui veniva data scarsa importanza agli organismi comunitari perché l’appuntamento elettorale della prossima primavera sarà fondamentale.

L’introduzione dell’Italicum ha infatti ridotto, salvo rettifiche al Senato, la rappresentanza parlamentare con l’innalzamento delle soglie di sbarramento; per entrare in Parlamento le forze politiche dovranno raggiungere una determinata percentuale: l’8% se si presentano da sole; il 4,5% se in coalizione. La coalizione dovrà raggiungere almeno il 12% dei voti.

Il Partito Democratico si lancia nella sfida europea con un 30% dato nei sondaggi e a maggio, salvo sorprese, ci dovrà essere una vittoria che consacri la leadership di Matteo Renzi alla guida del paese. Come fare? Puntare tutto sul risolvere la  povertà che continua ad aumentare in Italia. Non si capisce infatti come possano essere trovati fondi proprio in un momento come questo, con una rigida politica d’austerity imposta dalla Germania a guida Merkel.

Il tutto si basa nel convincere l’elettorato e nel dire che sarà un “buffone” se non darà quanto promesso. Ma a chi lo definisce il figlioccio di Silvio Berlusconi, per le sue abilità dialettiche, Renzi fa spallucce: “Non lo sono, ognuno ha il babbo che ha…”.  Eppure i voti del centrodestra arriveranno, lui esclude che ci siano per le Elezioni europee, ma la strada sembra ormai tracciata.

Speriamo che ci riesca anche se è difficile pensare che dopo le Elezioni europee, se queste sanciranno un suo trionfo, qualcuno si ricorderà di questa sua battuta.

Di Michele Soliani

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