La Meloni e FdI si facciano promotori di una destra patriottica costituzionale

Qualche tempo fa scrissi un articolo nel quale, con profonda amarezza, constatavo che il partito Fratelli d’Italia era destinato a una inesorabile marginalizzazione politica(con conseguente emorragia di consensi), grazie a(o a causa de)ll’avanzata leghista, che pian piano stava occupando – come in effetti ha occupato – quell’area politica che un tempo era territorio di consenso della destra sociale tradizionale. Con un pius: la Lega è pure riuscita a conquistare molti cuori nella sinistra sovranista (dando loro una casa), e oggi è diventata un punto di riferimento del sovranismo nazionale, per quanto esistano frange radicali (socialiste) che ritengano – a ragione o torto (solo il futuro ce lo dirà) – il sovranismo leghista un sovranismo “posticcio” e non sincero.

La realtà dunque è questa e c’è poco da dire. La Lega è riuscita a compiere un grande miracolo. E’ riuscita a catalizzare intorno a sé il mondo della destra identitaria, orfana da anni di un grande partito nazionale che parlasse di sovranità, di identità nazionale, di economia nazionale keynesiana, e che si muovesse nel solco del recupero (voluto?) del modello economico costituzionale, coniugando sapientemente identitarismo e istanze sovraniste, pur evitando – direi abilmente – di utilizzare la fiamma ardente del patriottismo (e questo mi spiace assai), che probabilmente avrebbe fatto storcere il muso al leghismo duropurista (quello per intenderci della tradizione padana). Un esperimento politico per ora riuscito, che ha – dicevo – marginalizzato la destra sociale tradizionale, e ha catalizzato l’attenzione delle destre europee, che allo stato considerano la Lega il loro interlocutore naturale italiano.

Eppure, c’è chi non si rassegna. Per quanto molti ammirino e seguano profondamente la Lega e Matteo Salvini per quello che sono riusciti a fare – soprattutto perché hanno portato le istanze sovraniste a essere il tema centrale del dibattito nazionale, quando altri partiti tradizionali parlavano del nulla europeista e il sovranismo era un argomento da iniziati il cui consenso politico tuttora è pari a zero – ritengono che la Lega sia ancora ben lontana dal rappresentare l’autentico patriottismo costituzionale. Soprattutto ritengono non rappresenti la vera destra sociale italiana, che però dal canto suo, è anch’essa ben lontana dal rappresentare il patriottismo costituzionale. Con il paradossale risultato che in Italia abbiamo due destre: una destra identitaria, che parla di sovranismo economico e monetario, che però fa fatica a definirsi o a essere definita patriottica e nazionale; e una destra sociale, patriottica e nazionale, che però fa fatica a parlare di sovranismo costituzionale. Due destre, dunque, che per una ragione (la tradizione autonomista) o per l’altra (le radici missine) non sono destre del tutto compiute: e cioè destre costituzionali, sovraniste, patriottiche e identitarie allo stesso tempo.

In questo contesto – dicevo – la collocazione politica di Fratelli d’Italia appare indefinita. Nel tentativo di mantenere una propria identità programmatica latamente liberista(sic!), il partito che oggi è considerato l’unico vero erede del Movimento Sociale e poi di Alleanza Nazionale, ha perso quelle connotazioni autenticamente sociali e sovraniste, e rischia di dissolversi nell’irrilevanza, soprattutto per un’offerta politica inadeguata, in un’epoca nella quale il rapporto dialettico destra-sinistra è mutato nel rapporto sovranismo-europeismo(mondialismo). Eppure – e qui lo ribadisco – Fratelli d’Italia avrebbe (e ha!) tutte le carte in regola per proporsi come il partito sovranista e identitario per eccellenza, se solo prendesse il coraggio a quattro mani e iniziasse quella rivoluzione culturale e politica che lo portasse verso una rifondazione ideologica e programmatica rivoluzionaria. Una rifondazione che se da una dovrebbe invocare il recupero del concetto di economia sociale costituzionale, dall’altra dovrebbe proporre con forza e senza compromesso alcuno il recupero della sovranità per realizzare, o meglio per ripristinare, il modello economico costituzionale. In altre parole, la Meloni e FdI dovrebbero farsi portavoce autentici di una nuova destra: quella costituzionale e sociale, il cui scopo è la difesa della indipendenza e della sovranità della Repubblica nata dalla Costituzione del ’48, che oggi rappresenta l’unico e vero argine alla deriva desovranizzante e disgregante della Patria.