È ora che un trentino diventi Presidente del Senato

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Le ultime concitate ore vedono una fase di stallo per l’elezione dei presidenti delle due camere. L’accordo saltato tra centrodestraMovimento 5 Stelle ha visto una bocciatura iniziale sia di Paolo Romani al Senato che del trentino Riccardo Fraccaro alla Camera. Certo, nulla è stato deciso definitivamente e ci vorranno ancora diverse ore prima di avere un responso definitivo, anche per Fraccaro.

Ad ogni modo, sarebbe una vera débacle non avere nessuno dei presidenti delle camere che sia anche esponente del Trentino, un’area geografica che sin da De Gasperi ha dato molto politicamente al Paese, ricevendo in cambio pochissimi posti di responsabilità. L’ultimo in ordine cronologico ad avere un peso non indifferente fu addirittura Flaminio Piccoli, Presidente del gruppo parlamentare alla Camera della Democrazia Cristiana tra il 1972 e il 1976 e dopo la morte di Aldo Moro Presidente del Consiglio nazionale del partito dello scudo crociato.

Specie in questa tornata elettorale, dove il centrodestra ha sfondato in Trentino, l’occasione di restituire a un’area così importante un ruolo di rilevanza politica nazionale. Sono diversi i nomi spendibili: si potrebbe portare Elena Testor, forzista rappresentante della minoranza linguistica ladina; oppure la collega di partito Donatella Conzatti, esponente della frangia autonomista trentina; senza dimenticare Andrea De Bertoldi, volto nuovo della Destra nel Triveneto e già vincitore di una partita difficilissima con Franco Panizza, leader del PATT che sembrava semplicemente imbattibile nel collegio di Trento. Da sempre quest’ultimo ribadisce la sua stima nei confronti di De Gasperi, primo Presidente del Consiglio dell’Italia repubblicana.

Quanto detto, però, non va letto come un “rifiuto” alla Presidenza della Camera, anzi. La presidenza del Camera potrebbe vedere come protagonisti giovani donne che sono già madri come Stefania Segnana o Giulia Zanotelli, esempi di gentil sesso ben diverse da altre figure ben più criticabili.