Parigi, Lelio Alfonso (IU): «L’Europa risponda con unità e fermezza»

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LELIO ALFONSO ITALIA UNICA

«Agli attacchi di Parigi si deve rispondere con unità e fermezza. Dopo, con il senno di poi ci chiederemo perché il 13 novembre è stato l’11 settembre francese e perché Charlie Hebdo è stata dimenticata troppo in fretta. Ci chiederemo  perché l’Europa ha continuato a litigare su profughi, migranti e rifugiati in termini burocratici non politici, perché in Libia siamo ancora lontani da una soluzione, perché la politica estera dei 28 è una sommatoria confusa di posizioni individuali». Lo dichiara Lelio Alfonso, coordinatore di Italia Unica.

«Il dialogo è doveroso e fratellanza e tolleranza sono valori fondanti la cultura dell’Europa. Ma non possiamo rimanere inermi, dire “mai più”, commentare per qualche giorno l’accaduto e poi accettare che si torni a discutere se serve un muro di filo spinato o una misurazione diversa delle banane», aggiunge il numero due del partito guidato da Corrado Passera.

«L’Europa – prosegue Alfonso – è in prima fila negli obiettivi dell’Isis: risponda dunque come deve. Chiedendo alle grandi potenze unità d’azione, militare e politica contro il Califfato, inaridendo le fonti finanziarie che lo sostengono e decidendo di colpire unita e non più divisa. Bene ha fatto il governo ad alzare il livello di allerta e a rendere permanente il tavolo antiterrorismo: mai come in questo momento è necessario mantenere unità e fermezza nelle decisioni e nelle risposte».

«I segnali di odio si moltiplicano anche contro l’Italia, che dev’essere in prima fila nella lotta al fondamentalismo. Uniti sarà più facile isolare i criminali, i loro fiancheggiatori, i fanatici islamici che da alcune moschee inneggiano alla guerra santa. Provvedimenti duri, dall’espulsione al carcere, sono il primo passo per mostrare che lo Stato c’è. Come allertare i corpi speciali, mobilitare il nostro esercito composto da professionisti, mettere a disposizione, ognuno per la propria parte, competenza e spirito di servizio. E’ ciò che Italia Unica, convintamente, chiede e propone a chiunque abbia responsabilità nel Paese», conclude Alfonso.

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