Passera: Matteo Renzi con la Legge di Stabilità è in campagna elettorale

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La legge di stabilità è ancora fresca di inchiostro e già Renzi muove contro Bruxelles: se ce la bocciano, la ripresentiamo tale e quale. Una volta su un simile atteggiamento si sarebbe motteggiato chiamandolo coda di paglia. Ora viene rubricato quale prova di raffinato fiuto politico a fini elettoralistici e di consenso. Effimero, c’è da credere. La sostanza infatti è un’altra, e l’ha raccontata ieri Corrado Passera a Piazza Pulita. La legge di stabilità di palazzo Chigi ha molte più ombre che luci, si fonda su una presunta riduzione fiscale, visto che la  stesso governo nel Def indica 100 miliardi di maggiori tasse nei prossimi anni, non contiene alcunché possa incentivare la ripresa anzi prosegue nella demenziale linea di taglio degli investimenti, illude sulle coperture finanziarie mentre l’unica riduzione effettiva è quella della spending review. Che poi è la cartina di tornasole della serietà dell’azione di risanamento.

Logico che con queste premesse Renzi tema il giudizio dell’Europa. L’architrave della legge è l’abolizione di Imu e Tasi, provvedimento iniquo e contrario alle indicazioni della UE. Ma il premier nella sua forsennata campagna elettoralistica in vista del fondamentale passaggio delle prossime amministrative e nel disperato tentativo di recuperare ciò che la vicenda di Roma gli ha tolto in termini di immagine è pronto a impugnare argomenti grillini e antieuropei (sono i 5 Stelle i più temibili competitor per il Campidoglio) anche a costo di sacrificare segmenti di affidabilità verso i partner internazionali. Quanto questo sia un atteggiamento utile al Paese lo giudicheranno gli elettori. Lo afferma in una nota Corrado Passera di Italia Unica.

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