Perchè al Referendum vincerà il SI?

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Dopo la Brexit e la vittoria di Trump in molti pensano che la vittoria del NO al referendum del 4 dicembre sia conseguenza certa e inevitabile. L’annus horribilis delle Sinistre durante quest’ultimo anno potrebbe, però, terminare con un’inaspettata vittoria di Renzi. Gli ultimi sondaggi prima del blocco davano il NO in vantaggio di 10 punti, e anche i sondaggi clandestini successivi dicono la stessa cosa. Ma anche lasciando da parte i sondaggi, che come sappiamo bene hanno la stessa attendibilità e valore scientifico dell’Oroscopo, la percezione da mesi era che il NO fosse in netto vantaggio.

Eppure simile contesto era quello che caratterizzava le campagne per la Brexit e le presidenziali statunitensi. Il fronte del NO innanzitutto non si è mai mostrato unito. Del resto si tratta di una coalizione che parte dalla Destra sino ad arrivare alla Sinistra radicale: uno scenario che può sia convincere i cittadini dal votare NO, così come causare l’effetto opposto. Le motivazioni del NO del resto si sono basate su due principi: NO a Renzi, come se vi fosse una valida alternativa a questo, e il principio dell’avere ragione a tutti i costi.

Dall’altra parte c’è stato un Renzi perfetto in campagna elettorale. Ha fatto due comizi al giorno, ha investito in una campagna referendaria pressante, ha promesso di tutto e di più e a tutti, ha mosso tutte le clientele possibili e immaginabili, ha fatto schierare tutti i quotidiani e tutte le televisioni, e ha usato un forte linguaggio demagogico. L’emblema della sua demagogia e del suo populismo la si può trovare anche nel quesito referendario stesso che utilizza slogan quale “riduzione delle poltrone”, “riduzione degli stipendi” e “maggiore efficienza”.

Una scelta che si può rilevare vincente dato che pochi hanno letto la riforma costituzionale e quasi tutti quelli che l’hanno letta sono contrari. L’Italia – però – non è fatta solo di costituzionalisti, ma da una maggioranza di cittadini che sono più inclini ad apprezzare le facili promesse del governo – che per risparmiare 50 milioni di euro all’anno, ha preferito spenderne circa 350 per un referendum.

Il blocco del NO ha personalizzato la campagna elettorale intorno alla figura di Renzi, mentre quest’ultimo la ha personalizzata nel solo senso di assumersi la responsabilità della riforma. Due concetti diversi tra di loro. Renzi in televisione ha ammesso che questa riforma non è del tutto perfetta, ma è stata – a suo avviso – l’unica seria modifica della costituzione realizzata in questi ultimi anni. Lo stesso Renzi ha ricordato che molte persone che sono per il NO – vedi D’Alema e Berlusconi – non sono mai riuscite a risolvere quei problemi costituzionali che in Italia vengono avvertiti fin dagli anni ’80.

Un’ultima considerazione sulla possibile vittoria del SI’ al referendum. Molti Vip hanno sostenuto la riforma costituzionale così come negli Stati Uniti in molti hanno appoggiato Hillary Clinton. Con la vittoria di Trump si è affermato che il sostegno dei Vip sia controproducente. L’Italia però non è l’America.