Pierferdinando Casini, la Politica

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Pierferdinando Casini è in Parlamento dai primi anni ’80 e potrebbe voler sopravvivere anche alla Seconda Repubblica; considerando la sua scaltrezza non dovremmo sottovalutare la probabilità che cavalcando il neo-centrismo attualmente molto in voga, delle colombe pidielline e dei democrat PD, la sua fantomatica figura di accompagnamento politico, possa fare di tutto per risorgere.
Rimane una questione aperta però, che certamente i nostri attenti lettori non sottovalutano: come si può posizionare un soggetto al centro dopo vent’anni di bipolarismo? Responsabile di quella fetta grigia di elettorato che si sposta dal centro, al centrodestra, ovvero quel che fa la differenza a risultato.
Questo è un quesito che appassionerà i lettori politicamente più caldi, mentre la società civile sarebbe curiosa di sapere qual’è stata, qual’è e quale sarà l’offerta politica del centro dal ’94 ad oggi. Un politico troppo debole o una pedina troppo scaltra?
Non essendoci più riferimenti ideologici e culture di riferimento che tengano di fronte alla crisi e alla sfiducia degli italiani è opportuno pensare che la fazione centrista che mira alla poltrona dovrebbe astenersi dal condannare gli italiani all’ascolta di altre promesse irrealizzabili per poi sottometterli al grigio burocratichese dell’Europa. E in questo Pierferinando Casini, per la sua costante presenza in politica, ha una responsabilità da cui non può sentirsi scaricato.

Raffaele Freda

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