Poste, Italia Unica: “Messo in pericolo servizio universale essenziale”

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“La quotazione in Borsa di Poste non è stata un successo neppure per i piccoli azionisti che hanno creduto a una privatizzazione trasparente e vantaggiosa. Spiace per loro, perché quei soldi investiti (e tra loro ci sono anche molti dipendenti postali) hanno perso valore in modo verticale in una sola settimana, spiace molto per Renzi, Padoan, Caio e Todini – l’ordine è puramente casuale, data la casualità con cui si è proceduto nel misfatto – che tanto entusiasticamente hanno parlato in questi mesi di operazione storica. Anzi, a pensarci bene “storica” questa privatizzazione lo è stata davvero, perché non si è mai visto un Paese raggranellare – se tutto andrà bene dopo le opzioni del mese prossimo da parte degli investitori istituzionali stranieri, gli unici che hanno davvero la possibilità di fare l’affare – la misera cifra di 3,4 miliardi se rapportata al valore della società. Come Corrado Passera e Italia Unica hanno detto per primi, la svendita di Poste è stato, è e sarà un danno per lo Stato, i cittadini e il contribuente, visto che sarebbe bastato dismettere una semplice porzione del patrimonio immobiliare di Poste per ottenere la stessa cifra. Ed evitando dunque di mettere in pericolo un servizio universale essenziale, già falcidiato da un piano di riorganizzazione che mostra tutte le sue pecche e che scatenando la reazione dei sindaci dei piccoli comuni coinvolti, con ricorsi e manifestazioni popolari”.
Così in una nota Italia Unica, il partito fondato da Corrado Passera.

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