Prostituzione, CISL risponde a Salvini: “Contrari a riapertura delle case chiuse”

Sta suscitando diverse reazioni la proposta del Ministro dell’Interno Matteo Salvini di riaprire le case chiuse, dando così una regolarizzazione al fenomeno della prostituzione.

Una reazione fortemente negativa è quella della Cisl, giunta tramite una nota di Giorgio Graziani – Segretario confederale del sindacato – e Liliana Ocmin, Responsabile del Coordinamento Donne della Cisl.

All’uscita estemporanea del Ministro Salvini sul dramma della prostituzione, la Cisl e il Coordinamento nazionale donne Cisl rispondono che continuiamo ad essere contrari alla riapertura delle case chiuse” affermano i due dirigenti.

Per togliere molte ragazze, soprattutto straniere, dalle strade delle nostre città abbiamo bisogno di un solo provvedimento in questo momento: approvare una legge che combatta lo sfruttamento e la schiavitù di queste donne, spesso minorenni, punendo anche i clienti” affermano Graziani e la Ocmin.

In altri paesi del Nord Europa – continuano i due sindacalisti – dove è stata sperimentata tale legislazione si è poi registrata una consistente diminuzione del fenomeno. In più riaprire le case chiuse, oltre a togliere dignità alle donne, favorendo lo svilimento del loro corpo, non garantisce affatto che il sistema non diventi un affare legale per le mafie“.

La prostituzione, per noi, non potrà mai assurgere al rango di lavoro. Questa convinzione non nasce per partito preso, ma guardando negli occhi le tante vittime che portano ancora addosso i segni della loro condizione, spesso forzata” proseguono Graziani e la Ocmin, che concludono: “Vogliamo porre infine una domanda a chi ritiene che invece sia una libera scelta ed un lavoro: augurerebbe mai una vita del genere alla propria figlia?“.