Rampelli (FDI): “Raggi non deve rispondere a Salvini, deve rispondere a Meloni e FDI”

Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera dei deputati, è stato intervistato dai microfoni della radiotrasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la Notizia” condotta da Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Rampelli durante l’intervista ha voluto commentare la recente assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi, dichiarando: “Forse alla Raggi sarebbe convenuta la condanna. Se fosse stata condannata avrebbe potuto campare di rendita, avrebbe potuto abbaiare alla luna, gridare la sconcezza di tanti sindaci, amministratori, politici, parlamentari, che si sono macchiati di colpe più significative e non sono stati toccati dalla giustizia. Quindi la morale è che la Raggi non è stata condannata e non andrà in prigione, ma comunque andrà dietro la lavagna perché ha commesso un fatto che nessuno si sarebbe aspettato, soprattutto quelle persone che hanno avuto fiducia nella volontà di una rappresentante del M5S di invertire i codici della politica, di portare trasparenza, onestà e sincerità nel governo della capitale d’Italia, tutte caratteristiche che invece non si sono configurate. Detto questo, siccome non è stata condannata e questo vittimismo non potrà scattare, penso che questa sentenza indebolisca la Raggi. Vedrete tra qualche settimana tutte le difficoltà in cui si è dimenata fino ad ora senza ulteriori risultati verranno a galla, si ingigantiranno, dimostreranno ancora una volta che la sua amministrazione non è all’altezza della situazione per incapacità, per incompetenza, per scarsa autorevolezza, perché non c’è proprio la statura per svolgere il ruolo di primo cittadino nella capitale d’Italia”.

Proseguendo nel suo intervento il deputato di Fratelli d’Italia ha voluto dire la sua anche circa il possibile rimpasto di giunta e sul referendum Atac, aggiungendo: “C’è una confusione cronica che regna sovrana in Campidoglio. Non ci sono in questi 2 anni e mezzo episodi che possano rimanere impressi nella mente di un cittadino romano, accaduti vistosamente per spinta e impeto dell’attuale amministrazione, se non di tipo negativo. E anzi colgo l’occasione per stigmatizzare l’ennesima brutta figura fatta con la chiusura delle sede intitolata ai fratelli Mattei, ovvero le vittime del rogo di Primavalle. E’ stata l’ennesima caduta di stile assurda, è la cosa peggiore che ha compiuto in questi anni. Significa che non c’è proprio sensibilità e rispetto per la storia, anche tragica, del Comune di Roma”.(…) “Quando vota il 15% dei cittadini penso che non si possano trarre bilanci. Sarebbe davvero patetico mettersi a fare la conta di quanti sì ci siano stati rispetto ai no. L’esito del voto boccia anche l’istituto del referendum a cui bisognerebbe accedere per cose importanti e non per mettere al pubblico ludibrio un’azienda partecipata dall’amministrazione pubblica. La scarsa affluenza rappresenta una grande sconfitta per i promotori del referendum e del sì. Detto questo, che l’Atac sia in una situazione difficile è evidente, ma non c’era bisogno di un referendum per trovare soluzioni e avviare una stagione di rilancio per quest’azienda che deve rimanere pubblica”.

Proseguendo l’intervista Rampelli è tornato a parlare di Virginia Raggi e citando le sue dichiarazioni su Salvini ha asserito: La Raggi fa la furbetta. Non deve rispondere a Salvini, deve rispondere alla Meloni, perché a sfidarla due anni fa è stata Meloni, sostenuta da FDI che resta il primo partito del centrodestra in città. Quindi dovrebbe preoccuparsi di rispondere a FDI piuttosto che a Salvini che comunque resta un consigliere comunale di Milano, anche se leader nazionale ed esponente del governo. Quando Raggi parla di opa capisco cosa vuole intendere, però credo che voglia minimizzare che a Roma c’è FDI che svolge un’azione quotidiana e costante di presenza e radicamento territoriale”.

Concludendo l’intervista Fabio Rampelli si è espresso anche sul recente botta e risposta tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, aggiungendo: “Penso che Berlusconi non riesca a sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda di questa fase storica. Il che è anche comprensibile, non tanto per la sua età perché fortunatamente è in grande forma, ma perché è stato un uomo di grande successo nel mondo dell’impresa e della politica e penso che abbia difficoltà ad accettare che il suo alleato storico lo abbia ampiamente sopravanzato. Ma questo modo di criminalizzare non va bene. Dovrebbe esserci un dibattito politico mirato a mettere in evidenza le anomalie di questo pastrocchio penta-nordista, con tutti gli errori commessi sulla flat tax e il mancato sostegno alle imprese. Gridare al dittatore o al rischio dittatura è un’accusa risibile. Berlusconi dovrebbe invece porre in evidenza le incongruenze di un partito come la Lega che ha fatto campagna elettorale nel centrodestra e che oggi si trova quasi costretto a sostenere un programma che differisce in maniera molto significativa dall’impostazione culturale e programmatica del centrodestra. Mi pare che Berlusconi non abbia trovato ancora il bandolo della matassa, Forza Italia è in crisi profonda perché non riesce a trovare il suo posizionamento ideale, al contrario di FDI che invece si trova all’opposizione ma fa un’opposizione patriottica”.