RENZI COLPISCE LA MERKEL MA AFFONDANO I SOGNI-

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In un momento di grande tensione in Europa per i rapporti difficili tra Russia e Ucraina, la notizia che interessa maggiormente l’Italia è l’incontro “d’affari” tra Matteo Renzi e Angela Merkel. La Cancelliera tedesca,che piaccia o no, ha uno spessore politico notevole ed è l’interlocutore naturale per poter chiedere un po’ di tregua ad una Unione Europea troppo intransigente con il nostro Paese. Il Primo Ministro italiano, dopo la così detta televendita della scorsa settimana, deve preoccuparsi di far susseguire i fatti alle promesse ed è consapevole che ciò è realizzabile solo grazie ad un’importante dose di moneta sonante. Nonostante sia indubbiamente la Cancelleria più potente d’Europa  sorge comunque qualche perplessità sulla scelta di Renzi di scavalcare la Commissione Europea e il Consiglio Europeo per rivolgersi direttamente alla leader tedesca, confermando l’incredibile ingerenza della Germania nelle questioni interne agli altri Stati dell’Unione.

La mission di Renzi era quella di riuscire a mitigare il rigore europeo, chiedendo di poter sforare il 2,6% di rapporto tra debito pubblico e PIL raggiungendo o almeno avvicinandosi il più possibile al 3%, inoltre a Berlino il Premier ha portato il pacchetto di riforme che ha intenzione di porre in essere.  Circa il piano di riforme i toni della Merkel sono stati entusiastici “Sono rimasta veramente impressionata, si tratta di un cambiamento strutturale” garantendo dunque il proprio appoggio alle manovre di Renzi, ma le noti dolenti arrivano dal nein circa la possibilità di sforare il tetto del 2,6% deficit/PIL. L’ex Sindaco di Firenze avrà notevoli difficoltà nel reperire il denaro necessario per realizzare quanto promesso agli italiani. Angela Merkel ha aggiunto “se l’Italia ha detto che rispetterà il patto di stabilità non vedo perché dovrei dubitarne”, utilizzando un tono molto elegante per ribadire che sulle regole non si transige.

Il Premier Renzi prima della visita a Berlino non aveva fatto proclami, giocando d’astuzia aveva dichiarato che Roma rispetterà tutti gli impegni e che “L’Ue non è la causa ma la soluzione dei problemi. Quei partiti che lo dicono sbagliano”, in modo tale da poter incassare più serenamente il prevedibile diniego della Germania sul patto di stabilità.

Il Primo Ministro italiano ne esce così con un pugno di mosche per quanto riguarda le finanze nazionali e affondano i sogni di una ripresa economica più rapida, ma trova nell’occasione della visita a Berlino una splendida passerella per dotare di credibilità la propria azione di governo  e dare una stoccata ai partiti euroscettici in vista delle elezioni europee. Alfano da New York commenta “L’Italia ha avviato la ripresa, e siamo sulla strada giusta. Siamo un paese fondatore dell’Ue, e dunque un paese che deve contribuire a dare la linea”; in definitiva possiamo asserire che il clima con la Germania è disteso e propositivo, che Renzi si conferma il miglior segretario che il PD potesse sognare per la campagna elettorale per il Parlamento Europeo e che i fondati dubbi sulla consistenza della copertura economica ipotizzata per concretizzare quanto proposto da Renzi permangono.

Raffaele Freda

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