“Se sei solo anche tu, anche tu come me..”. Il povero Renzi è alle prese con la scomparsa dei suoi migliori amici dalla scena politica internazionale. A conferma della sua vocazione di portasfiga, tutti quelli che ha abbracciato nella grande reunion della sinistra moderna europea sono pateticamente naufragati.L’ultimo, in ordine di sfiga, è stato il francese Valls dopo che l’abbraccio di Renzi era già costato il posto al compagno spagnolo ed al compagno olandese. Il prossimo, ovviamente, sarà Gentiloni quando il Renzi si sarà stancato del governo Renziloni e deciderà di riprendere il controllo diretto di Maria Elena Etruria. Gentiloni stai sereno, tutti stanno aspettando il ferale cinguettio dell’ex premier che aveva giurato di ritirarsi dalla politica e invece è sempre lì. Ma con chi? Probabilmente non più con D’Alema, pronto ad inventarsi un suo partito di sinistra, visto che il Pd è ormai solo il partito dei banchieri e delle cooperative che lucrano sui migranti. Quanto vale, in termini di consensi, D’Alema? Baffino assicura di puntare almeno al 10%, probabilmente non soltanto con i voti sottratti al Pd, ma pure ai partitini ed ai movimentini della sinistra che non hanno avuto un grande successo con le uscite di Fassina e Civati. Ma se anche l’esodo dal Pd fosse limitato ad un 5%, per il bugiardissimo si metterebbe male. Non riuscirebbe neppure a fare una maggioranza con Alfano (sempre che superi lo sbarramento) e Berlusconi. Dovrebbe rimbarcare proprio D’Alema. Ma a quali condizioni? E poi un bel governo da Berlusconi a D’Alema passando per Alfano, Verdini e Fassina, avrebbe una qualche credibilità? E avrebbe margini di manovra al di là del far contente alcune lobby? Con una legge elettorale di stampo proporzionale, però, non ci sarebbero i numeri neppure per una maggioranza a 5 stelle e tantomeno per una di destra-centro. Un sistema bloccato sino a quando alcuni degli attuali protagonisti non usciranno di scena. Renzi è un ostacolo per il Pd, ma è un problema anche per eventuali coalizioni. E Berlusconi ha le medesime caratteristiche: i suoi potenziali alleati non si fidano più di lui dopo le continue giravolte, dopo aver utilizzato partito e politica per difendere i suoi interessi economici. Ma è credibile una destra che si affida ancora a La Russa, a Storace, ad Alemanno? Una Lega perennemente litigiosa? Un centrodestra che punta su una lista lunghissima di “ex qualcosa” tanto da sembrare un necrologio infinito? Ma sul fronte della litigiosità i 5 stelle sono dei maestri assoluti. Quanto a D’Alema, è vero che l’Italia si è stufata del bugiardissimo finto piacione, ma non è una buona ragione per affidarsi ad un uomo intelligente ma arrogante più di Renzi ed anche più odioso. La situazione perfetta per spingere l’Ue a commissariare l’Italia con una Troika di criminali sfruttatori, pronti a rovinare definitivamente il Paese così come han fatto con la Grecia.

Augusto Grandi