ROM, SCHIUMA (RD): “SU PATRIA POTESTA’ MINISTRI ALFANO E ORLANDO DIANO SPIEGAZIONI”

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«Matteo Salvini ha sollevato un problema scottante, quello della patria potestà dei genitori rom che sfruttano i loro figli. Chieda ora spiegazioni al ministro Alfano per capire come mai gli uffici Minori delle questure italiane non siano mobilitati nell’accertare i casi in cui sussista il reato di riduzione in schiavitù, previsto dal codice penale, per cui diventa possibile incriminare i genitori di quei bimbi rom costretti a mendicare, chiedendo elemosina o addirittura a delinquere in reati di borseggio, ma anche di furti in appartamenti».
Lo dichiara Fabio Sabbatani Schiuma, segretario nazionale del movimento Riva Destra, per il quale «sono 15 anni che, da consigliere e vicepresidente del consiglio comunale di Roma, ho fatto questa battaglia con proteste sotto il Tribunale dei Minori, ordini del giorno e mozioni fatte approvare, ma senza poi concreti risultati per la mancanza di volontà dei sindaci susseguitesi nel tempo», in una nota congiunta con Tiziano Salvini, coordinatore provinciale di Riva Destra a Trento.
«Quando ciò accade – continua la nota –  e gli agenti provano a denunciare i genitori rom per abbandono di minore o sfruttamento perché li mandano in giro per la città a mendicare, troppo spesso i nostri giudici archiviano sostenendo che sono abituati a farlo fin da piccoli e quindi sarebbe una cosa normale. Il leader della Lega – prosegue la nota – chieda pure al ministro Orlando come mai il Tribunale dei Minori insista con la sistematica disposizione del “ricongiungimento con il nucleo familiare“, nonostante le quotidiane scene di sfruttamento di minori per accattonaggio o il loro utilizzo per il compimento di piccoli reati».
«La verità – conclude la nota – è che nella pseudo-cultura nomade l’accattonaggio dei figli è considerato dai genitori un dovere alla contribuzione all’economia domestica, dirlo non è politically correct. Ma chiedere l’applicazione della legge, come avverrebbe nei confronti di qualsiasi coppia, è ancora lecito».
[Photocredit www.cn24tv.it]

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