Rom. Vauro: “Salvini andrebbe processato”

Vauro è intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

Il vignettista ha parlato di Salvini: “C’è necessità, anzi urgenza, di una resistenza civile. Quella parte di società di questo nostro paese che ancora non è imbevuta di odio per l’ultima categoria proposta da questo governo, che ha ancora un’idea progressiva di questa società, deve fare qualcosa. Salvini non è solo l’animale che è, ma è anche ministro dell’interno. Abbiamo un ministro dell’interno spergiuro davanti alla Costituzione. L’ho sentito definire squadra di sfigati Saviano, Lerner, Saviano, Balotelli, tutti quelli che a lui sono indesiderati. Questa è una lista di proscrizione quando si fa da una carica come quella. L’ho sentito parlare di censimento etnico nei confronti dei rom. Ha detto che i rom italiani ‘purtroppo’ ce li dobbiamo tenere. Uno spettacolo mostruoso, indegno di un Paese civile. Che va contro la nostra stessa Costituzione. Ed è preoccupante che tutta questa azione o tutte queste parole, che già di per sé prefigurano un reato di tradimento, non sono soltanto un prosieguo di campagna elettorale, ma sono volte a determinare un blocco sociale di consenso basato semplicemente sull’odio e sul rancore”.

Vauro è un fiume in piena: “Parte della società non riesce a reagire perché è annichilita davanti a tale violenza.  Salvini si comporta come se fosse il presidente del consiglio, questo è ancora più grave. Se Salvini andrebbe processato? Mi stupisce che la magistratura non sia ancora intervenuta con Salvini, rispetto a delle così palesi violazioni della Costituzione. Ma a fermare questa deriva autoritaria e barbara deve essere la società civile, non può essere la magistratura. E anche Di Maio, quello che ho già definito il poliziotto scemo, rincorre questa deriva raccattandone le briciole. Anche il censimento dei raccomandati non significa niente di niente. Il suo è stato un altro osso buttato in pasto ad un’opinione pubblica sempre più feroce. Io ho iniziato a contestare radicalmente questa deriva. Anche con un cartello. Quando ho sentito dire a Salvini, ministro dell’interno che dovrebbe garantire sicurezza anche ai rom cittadini italiani e che dicendo che purtroppo bisogna tenerseli li addita alla rabbia di chi ha bisogno di sfogarsi, mettendone in gioco la sicurezza. Sono stato ricoperto da valanghe di insulti, ma sono felice della mia azione. Ogni azione individuale ha un valore. Chiunque ha la possibilità di aggregare persone si deve muovere. Ci dobbiamo riconnettere l’uno all’altro”.