SACCOMANNI CHIAMA IN CAUSA BERLUSCONI

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L’indiscrezione non paga, Saccomanni chiama in causa Berlusconi indirettamente, così intrattenersi a tavola parlando male di un conoscente noto, ovvero Silvio Berlusconi, denigrando la compagna Francesca Pascale, costa a Letta, attualmente a capo del Governo, una presa di posizione politica. Da parte nostra lo affermiamo da tempo, i politici sono troppo spesso presi di mira dalle antipatie personali, ed è tempo che questa piccola italietta, abituata al chiacchiericcio esca dalla logica del piccolo orticello e ricominci a pensare agli interessi della nazione. Accade in Toscana, dove Saccomanni al ristorante si sarebbe permesso frasi offensive e un comportamento poco onorevole verso Berlusconi. Siamo oramai tutti stufi di questo, il capogruppo dei Deputati del PDL Brunetta stesso, più volte stato vittima di episodi di questo genere, si è preso ora carico di risolvere, in modo forse definitivo, questo grave problema che inchioda l’Italia. Che il giudiziario e il personale resti nella sfera rispettivamente del giudiziario e del personale, evitando di prendere posto tra i problemi della politica, dove ormai da tempo questo perpetuarsi di sentito dire e di rumors ha sostanzialmente inquinato anche le scelte di Governo. Ora Letta è chiamato a pronunciarsi su quella che sarà la sua posizione da oggi in poi, se pro o contro questo trend da “bar”. Il fatto ci porta obbligatoriamente a riflettere sulla opportunità di dare in pasto ai giornali delle notizie come quella che abbiamo appena riportato, creando sensazione di curiosità anche in merito a questioni che non hanno alcuna rilevanza politica. Se Silvio Berlusconi e Saccomanni non hanno un rapporto così nitido, non è affare per il Parlamento, come non dovrebbe interferire la missione comunicativa di pacere di Brunetta. Tuttavia è importante invece la posizione di Letta, che potrebbe risolvere definitivamente il conflitto di interesse tra la stampa politica e la stampa del gossip, girando finalmente pagina in tema di politica interna.

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